Archive

Posts Tagged ‘thyssen’

PRESIDIO LAVORATORI THYSSENKRUPP

febbraio 26th, 2010

Siamo giunti al quarto giorno di presidio sotto al palazzo della Regione Piemonte. I lavoratori protestano a oltranza da lunedì, contro l’arrogante richiesta da parte della ThyssenKrupp di concedere la cassa integrazione in deroga in cambio della firma di un verbale di conciliazione che comporta una vera e propria rinuncia a partecipare al processo.
Respingiamo con forza questa ulteriore intimidazione, e allo stesso tempo il tentativo di umiliare chi in questo momento non solo soffre per i postumi di quanto accaduto nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, ma paga anche il prezzo di un’enorme difficoltà nel trovare una nuova occupazione.
In un periodo di crisi come quello attuale, che attanaglia il Paese e la nostra Regione in particolare, occorrono una forte reazione e una decisa presa di posizione da parte di tutte le Istituzioni, locali e nazionali. E’ inaccettabile una richiesta tanto aberrante, che vuol far passare un unico messaggio: ai potenti tutto è concesso ai danni dei più deboli.
E’ singolare che la stessa azienda, che ha cercato immediatamente dopo la tragedia di scaricare le colpe sui lavoratori deceduti e nel corso del processo si è distinta per aver cercato di indurre alcuni dipendenti a fornire false testimonianze, continui a ricattare chi è rimasto senza un lavoro e lotta per riaverlo.
Invitiamo i cittadini e tutti i parlamentari e i politici piemontesi, di ogni schieramento, a partecipare al presidio in piazza Castello, domani venerdì 26 febbraio, alle ore 17.00, orario previsto per l’ultimo incontro tra i vertici della ThyssenKrupp, gli esponenti della Regione Piemonte, le organizzazioni sindacali e i lavoratori, prima della scadenza della cassa integrazione straordinaria.

On. Antonio BOCCUZZI
Deputato PD Piemonte

thyssen , , ,

THYSSENKRUPP: NIENTE CIG PER LAVORATORI PARTI CIVILI. BOCCUZZI, RICATTO

febbraio 23rd, 2010

(ASCA) - Torino, 22 feb - Si e’ concluso con un nulla di fatto l’incontro di oggi, tra sindacati azienda e Regione Piemonte, per la ventina di dipendenti dello stabilimento torinese della Thyssenkrupp per pochi giorni ancora in cassa integrazione straordinaria. Lo riferisce il parlamentare del Pd Antonio Boccuzzi che sottolinea: ‘L’incontro era finalizzato alla richiesta della cassa integrazione in deroga, ma l’azienda ha condizionato l’avvio della pocedura, cosi’ come un eventuale incentivo allesodo, alla rinuncia da parte dei lavoratori alla costituzione di parte civile nel processo per i sette morti del 2007′.

‘Si tratta di un ricatto - prosegue Boccuzzi -, anzi di un’estorsione nei confronti di lavoratori che per avere un diritto devono sacrficarne un altro. E questo avviene in un momento di crisi profonda per l’occupazione. Non offrire a questi dipendenti l’opportunita’ della Cig in deroga vuol dire metterli su una strada’. Gia’ nel 2008 la Thyssenkrupp aveva richiesto a Torino, in cambio dell’incentivo all’esodo, un ‘accordo tombale’, che escludeva per il futuro qualsiasi contenzioso con i dipendenti che lasciavano l’azienda.

PD, lavoro, thyssen , ,

Non riuscivo a spegnere le scarpe di Roberto

marzo 4th, 2009

PAOLO GRISERI - Repubblica

Il fatto è che non si riuscivano a spegnere le scarpe: «Ci ho provato, signor giudice. Erano intrise di olio. Quando Roberto Scola cadde per terra pensai che lo avesse fatto perché gli urlavo di rotolarsi, di spegnere in quel modo le fiamme. Invece credo che fosse svenuto. Solo più tardi arrivò un mio compagno e riuscì a spegnergli i piedi con una pentola d´acqua».

Ogni volta che Antonio Boccuzzi ripete questo racconto «è come se rivivessi quella notte». Dal 6 dicembre 2007 quel racconto è la sua vita. Prima di entrare nell´aula Boccuzzi cerca di farsi coraggio: «Non temo le domande - confessa - temo l´effetto che ha su di me rievocare quelle ore». Non solo su di lui. L´udienza si fa improvvisamente drammatica alle 12, dopo una mattinata persa in cavilli per iniziativa della difesa. Interrogato dal pm Laura Longo, Boccuzzi ripercorre i mesi precedenti la tragedia, la storia di una fabbrica in stato di progressivo abbandono: «Ci eravamo accorti che volevano chiudere gli impianti proprio perché stavano diminuendo la manutenzione. La fabbrica era sporca, i residui di carta si incendiavano spesso lungo le linee, la pressione dell´olio era spesso sotto il livello di allarme, segno evidente che c´erano delle perdite». Negli ultimi mesi gli organici si erano assottigliati: «Un giorno io e altri due sindacalisti avevamo fermato con lo sciopero la linea 5 perché non c´erano le persone sufficienti. Così siamo finiti tutti e tre in cassa integrazione». In queste condizioni Boccuzzi e i compagni sono costretti agli straordinari: «Era la terza notte consecutiva che io e Antonio Schiavone ci fermavamo dopo aver lavorato già al turno del pomeriggio». Poi le domande del pm si concentrano sull´incidente. Sul piccolo incendio che «invano ho cercato di spegnere con un estintore scarico», sull´incendio più grande «divampato mentre mi allontanavo verso la bocchetta del manicotto dell´idrante». E sul «muro di fuoco che esplose improvviso». Sul rumore sordo «come quello delle caldaie a gas che si accendono», sull´«onda di fuoco che scendeva dall´alto, come una grande mano che si portava via i miei compagni». Inutile tentare di superare le fiamme «per raggiungere le voci invisibili che gridavano aiuto». Inutile tentare di dare l´allarme «con il telefono aziendale fuori uso». Inutile raggiungere il luogo del disastro «con le ambulanze bloccate dai cancelli automatici». 

Il racconto si conclude con le domande delle parti civili tra gli occhi sbarrati dei parenti. E con l´attesa per quanto vorrà chiedere la difesa all´unico sopravvissuto di quella notte. Il malore dell´avvocato di parte civile fa rinviare l´interrogatorio. Ma una prima risposta Boccuzzi la fornisce al pm: «Lei ha mai incontrato Espenham?». «Certo, in trattativa». «Vi capivate?». «Parlava l´italiano benissimo». La difesa aveva chiesto la traduzione di tutti gli atti in tedesco. Ieri i parenti hanno scritto al ministro della giustizia: «Signor ministro, la difesa tenta di perdere tempo».

lavoro, sicurezza

processo Thyssen

gennaio 16th, 2009

Leggo spesso e volentieri Futura.to.it, giornale universitario online, oggi ho trovato qualcosa che mi riguarda, se vi interessa, trovate QUI l’articolo

thyssen

Thyssen. Damiano, Boccuzzi, Giulietti: il processo sia chiave di volta

gennaio 16th, 2009

Roma, 16 gen. - “Oggi e’ cominciato il dibattito in corte d’assise sul processo Thyssen. Un processo che ci auguriamo possa essere la chiave di volta per innovare la giurisprudenza legata a processi in cui gli imputati rispondono di trasgressioni legate alle prescrizioni in tema di sicurezza sul lavoro”. Lo affermano i deputati Cesare Damiano, Antonio Boccuzzi (Pd) e Giuseppe Giulietti (Idv).”Quello che ci auguriamo- sottolineano i parlamentari- e’ che questo processo possa essere utile per creare una particolare attenzione intorno al triste ed incivile fenomeno delle morti sui luoghi di lavoro e che si crei una nuova condizione nella nostra giurisprudenza, dove l’imprenditore che sbaglia deve pagare”.Concludono Damiano, Boccuzzi e Giulietti: “Questo clima di impunita’ non serve ne’ da esempio ne’ da deterrente, soprattutto per quegli imprenditori meno virtuosi che non hanno al centro della propria missione lavorativa la sicurezza e l’incolumita’ dei propri dipendenti, vera ricchezza delle diverse attivita’ lavorative”.

Senza categoria , ,