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A Corato gli on. Antonio Boccuzzi e Giovanna Melandri

marzo 22nd, 2010

Giuseppe Di Bisceglie - www.coratolive.it

Due giorni fitti di incontri elettorali, quelli che ci siamo lasciati alle spalle, che hanno visto la presenza di importanti esponenti politici nella città di Corato.
Ospiti del Partito Democratico, introdotti da Riccardo Mazzilli, sono stati, nelle serate di venerdì e sabato, Antonio Boccuzzi, ex operaio di origini coratine sopravvissuto alla tragedia della ThyssenKrupp di Torino ed ora parlamentare in quota Pd e Giovanna Melandri, veterana del centrosinistra italiano, già ministro delle politiche giovanili e dei beni e delle attività culturali.
Introdotto da Pierpaolo Treglia, segretario provinciale dei Giovani Democratici, Boccuzzi ha dato vita non ad un incontro propriamente elettorale, bensì ad un momento di riflessione politica sul tema della sicurezza nei posti di lavoro.
«Colpisce il fatto che ci debbano essere avvenimenti tragici per portare all’attenzione il tema della sicurezza sul lavoro. A Molfetta abbiamo vissuto l’esperienza della Truck Center, ma ogni giorno si perde la vita sui posti di lavoro a causa della mancanza di sicurezza» ha spiegato Treglia nel suo discorso introduttivo.
«Ogni anno, nel nostro grande Paese, scompare un piccolo paese per morti sul lavoro. I miei colleghi avevano solo il desiderio di migliorare la loro vita, pensavano al loro futuro, ma il sogno di vivere il loro futuro è stato infranto» è la riflessione di Antonio Boccuzzi, superstite della tragedia ThyssenKrupp, che ha ricordato i suoi momenti vissuti nella fabbrica, in quella azienda nella quale «non c’erano solo macchine, ma persone che la stessa Thyssen aveva abbandonato».
L’operaio - uomo al centro del discorso di Boccuzzi, che ha richiamato alla mente il fatto che «Se gli uomini non si fossero interessati a salvare i loro colleghi ora sarebbero vivi e magari in cerca di un nuovo lavoro. Perchè è meglio essere in cerca di lavoro piuttosto che essere morti».
Boccuzzi ha ribadito che al centro dell’impegno nella commissione lavoro della Camera vi è anche l’attenzione nei confronti dei mutilati ed invalidi del lavoro oltre che l’intensificazione dei controlli nelle aziende. Stando a statistiche, faceva notare il parlamentare, per mancanza di controllori ogni azienda rischia di essere controllata una volta ogni 33 anni.
Un breve cenno anche al quadro politico italiano: «Nel Parlamento non si parla di lavoro, si parla di altro (con un riferimento implicito al braccio di ferro che vede protagonisti il presidente del Consiglio e la Magistratura, ndr). I dati sono raccapriccianti a maggior ragione se si pensa che dietro ogni numero c’è una famiglia che soffre. Ho chiesto che il documentario sulla Thyssen venga visionato nelle aule del Parlamento a beneficio di quei parlamentari che non hanno mai lavorato in una fabbrica».
L’intervento di Giovanna Melandri, invece, si è svolto in contemporanea con la manifestazione del Pdl a Roma. La riflessione si è, pertanto spostata su temi nazionali senza perdere di vista l’appuntamento elettorale dei prossimi 28 e 29 marzo.
L’apertura dell’incontro è stata affidata alla prof. Chiara Capozza, già presidente dell’archeoclub coratino.
«Corato, fino a 15 anni fa, era stata gestita da geometri e piccoli costruttori che l’avevano cementificata. All’indomani dell’abbattimento del Kursaal ci ritrovammo a vivere l’esigenza di tessere una trama di rivalutazione della città. Per tutelare la nostra città occorre rispondere a 3 imperativi: conoscere, custodire e gestire. La conoscenza c’è, il problema è la gestione e la custodia. Le azioni fin ora intraprese sono solo episodiche» ha detto la prof. Capozza, facendo riferimenti espliciti al Dolmen e al Museo del Territorio intorno ai quali «si è creata molta enfasi, ma senza una politica della gestione. È sempre tutto sospeso».

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