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Presentazione odg su scudo fiscale

ottobre 2nd, 2009

Ci sono uomini che sono morti in giovane età, ma consapevoli che le loro idee sarebbero rimaste nei secoli, come parole iperboliche, intatte e reali,come piccoli miracoli;idee di uguaglianza, idee di educazione, contro ogni uomo che eserciti oppressione contro ogni suo simile, contro chi è più debole, contro chi sotterra la coscienza nel cemento!

Per molto tempo ho sognato, auspicato, bramato un’Italia che si contraddistinguesse per le positività, morali, etiche, personali che il nostro Belpaese merita.

Ma ahimè, ogni giorno, destandomi da quel sogno, mi ritrovo nell’incubo di una nazione trasformata, deturpata, tristemente lasciata sola da un governo miope e cinico, che fa sognare sì il paradiso, ma a chi il paradiso non merita.

Così diventa morale respingere i clandestini e amorale auspicarne l’integrazione.

Diventa morale aiutare solo i facoltosi e amorale ricordare i più deboli e bisognosi.

Diventa morale dover pagare per trovare un posto in ospedale e amorale essere incisivi nelle azioni per migliorare la nostra sanità.

Diventa morale prendere in giro gli italiani, nascondendo il momento di crisi che il nostro Paese sta vivendo e amorale trovare il rimedio per uscirne tutti insieme.

Già perchè occultare è meglio che curare.

E nell’ottica di questi pochi esempi, ma se ne potrebbero portare a centinaia, diventa morale sostenere i malfattori e amorale punire gli stessi.

In questa abdicazione di razionalità e logica, nel rifiuto stesso della moralità, nasce e ormai si accinge a diventare legge il provvedimento in esame.

Un provvedimento che ha iniziato il suo iter parlamentare ponendosi l’obiettivo di introdurre correttivi al decreto legge n. 78 del 2009.

Complimenti, correggere commettendo errori, neanche il più asino degli scolari sarebbe riuscito nell’intento.

Nato, come dicevo, per correggere alcune norme sull’energia, sulla Corte dei Conti o per chiarire la portata, anche temporale delle norme relative allo scudo fiscale; il Governo e la maggioranza hanno utilizzato questo strumento per rendere ancora più appetibile il condono sui capitali esportati illegalmente all’estero.

Ma quello che incide di più è la certezza di cancellare anche i reati più odiosi che in questi anni, con le false comunicazioni sociali o il falso in bilancio, hanno esteso tali fenomeni truffaldini in danno dei risparmatori e della trasparenza del nostro sistema economico.

Copriamo i reati compiuti per portare i soldi all’estero e diciamo agli intermedari finanziari di ignorare l’odore di mafia e di terrorismo che questi soldi hanno.

Chi concede regali a evasori e criminali, toglie la base ad una politica seria contro il riciclaggio in Europa.

Le norme che rafforzano il contrasto al riciclaggio previste dal decreto legge appaiono inutili davanti a questo maxi condono che Governo e maggioranza regalano a chi ha capitali sporchi all’estero da ripulire, frutto di evasione fiscale o corruzione e alle organizzazioni criminali che portano nei paradisi fiscali i soldi del narcotraffico, quando si garantisce l’anonimato a chi sana pagando una tassa del 5% sui capitali e i patrimoni detenuti illegalmente all’estero, come in questo caso, non possiamo sapere se si tratta di un mafioso o di un evasore.

E per non correre alcuna sorta di rischio, è stata posta l’ennesima fiducia, la venticinquesima per la precisione.

Sarà un caso, o forse no, il 25 nella smorfia napoletana rappresenta il Natale; ma qui non si tratta della festività, qui si tratta di poter scartare un grande, enorme regalo che il Governo si accinge a fare ai malfattori e agli evasori.

Questa venticinquesima fiducia si identifica con il Natale dei cattivi, quelli che meriterebbero il carbone, per usare un eufemismo; ma voi no … quello lo destinate alla povera gente, dimenticandoli e sbeffeggiandoli.

Concludo, ricordando un pezzo di Andrea Camilleri, che benissimo si sposa all’assurda situazione a cui stiamo assistendo:

questo continuo spostamento dei confini tra legalità e illegalità produce un disagio altissimo, che non è solo morale.

Diventa un fatto di costume sociale. E quel che io chiamo la morale del motorino, che imperversa in Italia. Con il motorino si può evitare la fila, destreggiarsi tra le auto e poi passare con il rosso. Tanto con il motorino si ha facilità di manovra, si può andare contromano, si fa lo slalom.

Insomma, si fa quel che si vuole, fregandosene delle regole, che anzi diventano un elemento di fastidio, di disturbo.

Caro Presidente del Consiglio… buon viaggio sul suo motorino.

PD