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Posts Tagged ‘lavoro’

La rabbia operaia chiude la Ilte “No alla mobilità”

marzo 20th, 2011

Giuseppe Legato - LaStampa
Entrambi i cancelli di ingresso sono chiusi. Il fuoco di fortuna acceso ieri mattina alle 6 continua ad ardere mentre il vento agita le bandiere della Cgil e della Cisl attaccate con scotch da pacchi alle inferriate marroni. La promessa dei lavoratori suona come un grido di battaglia: «Da qui non entra e non esce nessuno fin quando non si ritirano i 250 esuberi».
Momento di crisi e tensione alla Ilte di Moncalieri, azienda del settore grafico che stampa, tra le altre cose, anche le pagine gialle di Seat. Nelle scorse settimane la proprietà ha annunciato un piano industriale che, di fatto, dimezzerebbe gli attuali 500 dipendenti della fabbrica. Avverrà tra 12 mesi dopo un periodo di cassa integrazione straordinaria. Un fulmine inatteso nonostante i conti in rosso e il calo di commesse già noti per la crisi di settore. «Le trattative sono in altomare», dice Beppe Guagliardo, delegato Fistel Cisl che è un po’ l’anima della protesta. «La fabbrica è chiusa. Impediremo a chiunque l’accesso al sito e occuperemo la fabbrica».
I lavoratori si sono organizzati con i turni. Giorno e notte ci sarà sempre qualcuno che presidierà i cancelli. Andranno a avanti a caffè nella speranza che l’amministratore delegato faccia dietrofront. «Non ce ne andremo fino a quando la proprietà non arretrerà sulle mobilità». Il tavolo di discussione tra sindacato e Ilte è ufficialmente sciolto. «Abbiamo proposto all’azienda una serie di idee per rientrare del passivo - spiega Guagliardo - ma fin quando si continua a parlare della vita di 250 persone non ci sediamo ad alcun tavolo».
Ballano, dunque, 250 posti di lavoro. Ma non sono i soli: «Bisogna tener conto delle terzialità, delle cooperative che lavorano quasi soltanto per Ilte e che impiegano circa 150 dipendenti», dice Lara Calvani, Rsu di fabbrica. Bel problema anche questo: «Perché si tratta di persone con contratti a tempo determinato legati agli incarichi esterni. Se vengono meno questi, viene meno anche il lavoro».

Nei giorni scorsi i lavoratori sono stati ricevuti dal sindaco Roberta Meo e dall’assessore Francesco Maltese. La trafila istituzionale li ha portati anche in Regione e Provincia: «Si sono spesi tutti - dice Umberto Caputo, addetto alla manutenzione -, ma qui servono fatti e il tempo sta per scadere». Le accuse dei sindacati sono chiare: «La colpa è anche della Regione, ma il discorso vale sia per la giunta Bresso sia per quella Cota. Da due anni - racconta Adolfo Granito, segretario regionale Ulicom-Uil - chiediamo che il problema del comparto grafico sia affrontato in maniera sistemica. L’Ilte, in un contesto del genere, avrebbe potuto tirare le fila essendo l’azienda più grossa».
Le cose invece stanno andando in maniera diversa. I lavoratori giurano che i picchetti ai cancelli continueranno anche oggi e domani. Chiedono il ritiro della mobilità e il ripristino delle cosiddette ore di solidarietà. E, in fondo, continuano a chiedersi perché con un piano industriale appena varato - era il 27 febbraio 2010 - ci fosse bisogno di mettere mano a un altra manovra che alleggerisse l’occupazione nello stabilimento. Ieri mattina gli onorevoli del Pd Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi hanno raggiunto il presidio: «Abbiamo sentito il presidente Cota parlare di federalismo, di lavoro che resta in Piemonte. Peccato che qui la Ilte, un’eccellenza del territorio, stia di fatto delocalizzando la produzione di Moncalieri».

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Scusi… per l’Italia?

marzo 3rd, 2011

Crispiano - Sabato 5 Marzo
“GIORNATA DEDICATA ALLA SICUREZZA SUL LAVORO”
Proiezione del film ‘La Fabbrica dei Tedeschi’
A seguire gli studenti della scuola secondaria di Crispiano si confronteranno con
Antonio Boccuzzi (parlamentare, sopravvissuto tragedia TyssenKrupp), Gianni Florido (Presidente Provincia di Taranto), Francesco Laddomada (consigliere regionale), Giuseppe Laddomada (Sindaco), Sergio Sisto (Assessore Cultura)
A cura dell’Assessorato alla Cultura, Rete civica 150°
Crispiano, C/o Cinema-Teatro Comunale, Piazzetta Casavola - Ore 9.30
Info: 099 616079

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Morire di lavoro, la strage continua “Inutile la lezione della Thyssen”

dicembre 7th, 2010

mariachiara giacosa - Repubblica
Settantasei morti nel 2008, 53 nel 2009, 36 quest´anno. I numeri degli infortuni sul lavoro descrivono una strage continua, un calo lento ma insufficiente. Si muore o ci si ferisce cadendo dai tetti o dalle impalcature, usando macchinari o sulle linee di montaggio. O anche restando a casa, come è successo ai 32 abitanti di Viareggio uccisi dal treno bomba deragliato a pochi metri da loro.
C´è un lungo elenco di nomi dietro i tanti comitati di vittime che hanno partecipato ieri mattina al convegno organizzato dalla Regione Piemonte e dalla rivista “Sicurezza e Lavoro” in occasione del terzo anniversario della strage della Thyssenkrupp. Ci sono i familiari dei morti per mesotelioma di Casale e Cavagnolo, i parenti delle vittime di Molino Cordero a Fossano, quelli dei morti Thyssen e delle vittime di Viareggio, ancora in attesa dell´apertura del processo. I morti sul lavoro sono tanti, troppi, ogni anno. E Antonio Boccuzzi, l´operaio Thyssen sopravvissuto alla strage e oggi parlamentare del Pd, accusa: «La Thyssen poteva essere un punto di partenza per migliorare la sicurezza dei lavoratori, ma purtroppo non è successo e da allora sono accadute tante altre tragedie».
Per proteggere i lavoratori servono prevenzione e rispetto delle norme. Ecco perché dal 2007 è attivo in Prefettura un comitato permanente che, sui diversi settori produttivi, analizza i dati e mette a punto una serie di misure correttive. Tra quelle fondamentali, il divieto del massimo ribasso nell´assegnazione dei lavori pubblici «perché questo spesso nasconde - spiega il viceprefetto Maurizio Gatto - condizioni contrattuali precarie per i lavoratori e scarso rispetto delle norme di sicurezza». La Provincia di Torino è stato il primo ente a raccogliere la sfida e, da luglio, ha cambiato le modalità di assegnazione degli appalti: «Abbiamo escluso le ditte che operano il massimo ribasso - spiega l´assessore al lavoro, Carlo Chiama - e che di fatto risparmiano sulla sicurezza. Le aziende attente agli aspetti della sicurezza del lavoro tengono anche alla qualità e sono più competitive». La nuova procedura è già stata applicata a otto gare e in questi casi la soglia del ribasso si è aggirata sul 20 per cento.
Anche incrociando le informazioni in possesso degli enti pubblici si possono più facilmente individuare i soggetti potenzialmente inadempienti al rispetto delle norme. L´ha fatto lo Spresal, il servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro, che, in collaborazione con l´Inail, ha elaborato mappe di rischio «perché, a ben guardare i dati - rileva Massimo Giuntoli, di Confartigianato - le aziende in cui capitano gli infortuni sono sempre le stesse e sono recidive». Da qui l´esigenza di mappare il territorio individuando i settori produttivi con più alta percentuale di infortuni e quelli che portano consegue più gravi. Il primato, in questo senso, va senza dubbio ai settori delle costruzioni e dei macchinari, con oltre 2500 infortuni nel 2008. «È sulle aziende che bisogna agire - ribadisce l´assessore regionale al Lavoro, Claudia Porchietto - deve passare l´idea che costa molto di meno per un imprenditore rispettare e far rispettare dai propri lavoratori le leggi, piuttosto che disapplicarle per trarne profitto».

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Esposito e Boccuzzi al sit-in per i cassintegrati Engineering

novembre 12th, 2010

Luigi Nervo - Nuova Società

Sit-in di protesta domani 12 novembre davanti alla sede torinese dell’azienda informatica Engineering, in via Orvieto 19, che a inizio mese aveva annunciato il licenziamento di 112 dipendenti, quasi il doppio degli operai già in cassa integrazione. I lavoratori hanno organizzato questa giornata nazionale di digiuno dei cassaintegrati della Engineering in concomitanza con l’incontro azienda-sindacati all’Unione industriale di Roma per protestare contro la decisione aziendale di procedere ai licenziamenti collettivi.

Parteciperanno alla protesta anche i rappresentanti del Pd Antonio Boccuzzi e Stefano Esposito che hanno presentato un’istanza in parlamento per discutere sulla questione. «Sono alcune settimane che seguiamo la vicenda dei cassintegrati, stiamo lavorando con loro e abbiamo deciso di aderire alla giornata di digiuno nazionale su questa vicenda - ha dichiarato l’onorevole Esposito - La decisione dell’azienda di licenziare 120 cassintegrati è inconcepibile e inaccettabile, a maggior ragione per questa azienda che produce e macina utili. Se cominciano a lasciare a casa persone con alta specializzazione e professionalità anche riguarda aziende che fanno molti utili e prendono molte commesse pubbliche, siamo pronti a una battaglia estrema». E sulle loro iniziative ha aggiunto: «Abbiamo presentato un’istanza in parlamento, ma il Governo ci ha fatto sapere che non aveva sottosegretari disponibili e quindi è stata spostata alla prossima settimana. Non mi aspetto molto da questo Governo onestamente». E se il muro del Governo dovesse aumentare? «Valuteremo insieme ai lavoratori se aumentare i toni della protesta, sceglieremo le forme con loro».

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“IL GOVERNO INTERVENGA CON URGENZA PER SCONGIURARE ALTRE RITORSIONI”

luglio 29th, 2010

“Il Governo intervenga con urgenza al fine di scongiurare altre possibili ritorsioni dei vertici aziendali nei confronti dei lavoratori e si adoperi, per quanto di sua competenza, affinché il ritiro dei licenziamenti da parte del gruppo di Torino sia condizione indispensabile al fine di avviare un serio confronto con le parti in relazione alle decisioni di politica industriale del gruppo Fiat recentemente annunciate, ed evitare l’inasprimento del clima sociale e politico in un momento così delicato per la produzione del settore”: queste le richieste avanzate in un’Interrogazione che il PD ha rivolto al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali relativamente alle vicende dei cinque lavoratori licenziati dalla Fiat in una sola settimana (in quattro casi si tratta di delegati sindacali: tre della Fiom e uno del coordinamento dello Slai Cobas). L’Interrogazione, presentata da Antonio BOCCUZZI e Stefano ESPOSITO, è stata sottoscritta dai Deputati piemontesi del PD Cesare DAMIANO, Mimmo LUCA’, Giorgio MERLO, Anna ROSSOMANDO, Mario LOVELLI ed Elisabetta RAMPI, e da numerosi altri Parlamentari in rappresentanza di varie Regioni italiane.

Spiegano i Parlamentari del PD: “Il Ministro Sacconi, in relazione agli annunciati licenziamenti ha dichiarato che ‘c’è un clima di relazioni industriali che devono risolvere le parti tra di loro’, sostenendo poi in successive dichiarazioni le motivazioni dell’azienda in riferimento ai ‘gravi episodi di interruzione della produzione’. Fino ad ora il Governo non si è mai messo nella condizione di poter chiedere chiare garanzie occupazionali per i lavoratori interessati e per scongiurare la delocalizzazione produttiva, anche al fine di mantenere i poli di ricerca e innovazione che hanno reso la nostra industria automobilistica tra i leader mondiali del settore. Solo in seguito dell’annuncio dei vertici Fiat di spostare parte della produzione in Serbia il Ministro del lavoro ha convocato un tavolo delle parti a Torino”.

On. Antonio BOCCUZZI

On. Stefano ESPOSITO

Deputati PD Piemonte

TESTO DELL’INTERROGAZIONE

Per sapere, premesso che

sono cinque i di lavoratori licenziati dalla Fiat in una sola settimana, ed in quattro casi si tratta di delegati sindacali: tre della Fiom ed uno del coordinamento dello Slai Cobas;

una situazione di tensione che si è determinata tra l’azienda, i lavoratori e i sindacati, a seguito del referendum del 22 giungo svoltosi presso lo stabilimento di Pomigliano dove il 40 per cento dei lavoratori ha detto ‘no’ all’accordo separato tra Fiat e sindacati Cisl e Uil;

i licenziamenti sono partiti il 13 luglio, quando un delegato della Fiom di Mirafiori – Pino Capozzi - ha ricevuto una lettera di sospensione per aver usato l’e-mail aziendale per diffondere un volantino di solidarietà agli operai di Pomigliano, alla vigilia del referendum, da parte dei lavoratori di Tichy, lo stabilimento polacco dove attualmente si produce la Panda ; nella lettera si contestava l’utilizzo del mezzo aziendale per l’invio della mail ma soprattutto di aver minato l’azienda, aver rotto il rapporto di fiducia e di aver denigrato l’azienda e chi ne rappresenta il vertice

il venerdì successivo, l’ultimo giorno di sospensione, il lavoratore si recava in azienda a fornire giustificazioni verbali;

in maniera anomala rispetto alle consuetudini, anziché ricevere una racc. A/R o un telegramma, il giorno successivo alle ore 10.00 una telefonata da parte dell’ufficio personale invitava il lavoratore a presentarsi in azienda senza usare il badge e senza andare in ufficio. Una volta recatosi presso l’Ufficio del personale al lavoratore veniva notificata la lettera di licenziamento con le stesse identiche motivazioni della sospensione nonostante le giustificazioni;

il 14 e’ stata la volta di tre operai del reparto montaggio della Fiat di Melfi (Potenza), due dei quali delegati sindacali accusati dall’azienda di aver bloccato un carrello robotizzato, durante un corteo interno , mentre qualche giorno più tardi la lettera di licenziamento veniva inviata ad un lavoratore dello stabilimento di Termoli;

pochi giorni dopo l’invio di tali provvedimenti i vertici della Fiat hanno annunciato la possibilità di destinare la produzione della nuova monovolume, anziché agli stabilimenti Mirafiori di Torino a nuovi impianti da realizzare in Serbia;

il Ministro Sacconi, in relazione agli annunciati licenziamenti ha dichiarato che “ c’e’ un clima di relazioni industriali che devono risolvere le parti tra di loro:”, sostenendo poi in successive dichiarazioni le motivazioni dell’azienda in riferimento ai “gravi episodi di interruzione della produzione;

fino ad ora il Governo non si è mai messo nella condizione di poter chiedere chiare garanzie occupazionali per i lavoratori interessati e per scongiurare la delocalizzazione produttiva, anche al fine di mantenere i poli di ricerca e innovazione che hanno reso la nostra industria automobilistica tra i leader mondiali del settore;

solo in seguito dell’annuncio dei vertici Fiat di spostare parte della produzione in Serbia il Ministro del lavoro ha convocato un tavolo delle parti a Torino.

Se non ritenga di dover intervenire con urgenza al fine di scongiurare altre possibili ritorsioni dei vertici aziendali nei confronti dei lavoratori ;

se non ritenga, di doversi adoperare, per quanto di sua competenza, affinché il ritiro dei licenziamenti da parte del gruppo di Torino sia condizione indispensabile al fine di avviare un serio confronto con le parti in relazione alle decisioni di politica industriale del gruppo Fiat recentemente annunciate, ed evitare l’inasprimento del clima sociale e politico in un momento così delicato per la produzione del settore.

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Inaccettabile chiusura di Palazzo Chigi

giugno 23rd, 2010

“Il Pd sostiene l’obiettivo dei lavoratori Eutelia di riaprire il confronto con la presidenza del Consiglio, senza attendere i tempi della magistratura. E’ inaccettabile la posizione di chiusura espressa dalla nota di Palazzo Chigi: centinaia di persone attendono insieme alle loro famiglie di sapere come potrà essere il loro futuro. La vertenza giudiziaria farà il suo corso, intanto il governo torni a sedersi al tavolo delle trattative insieme a lavoratori e sindacati si assuma la responsabilità di cercare una soluzione”.
Lo afferma Antonio Boccuzzi, deputato del Pd che sta conducendo insieme ad oltre 120 parlamentari Democratici uno sciopero della fame a staffetta a sostegno della lotta dei lavoratori di Eutelia.

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PER LA LEGA NON ESISTE COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE

maggio 17th, 2010

Quest’oggi, in occasione della manifestazione dei lavoratori dell’Agile-Eutelia davanti al Palazzo della Regione Piemonte, ai Parlamentari del PD On. Antonio BOCCUZZI e On. Stefano ESPOSITO è stato impedito di partecipare all’incontro tra i vertici dell’amministrazione regionale e una delegazione dei lavoratori.
“Due settimane fa il Vice Presidente Roberto Rosso aveva garantito che la Regione si sarebbe fatta carico del pagamento della cassa integrazione dopo il commissariamento. I lavoratori dell’Eutelia oggi hanno manifestato per chiedere conto di quella promessa. Ad accoglierli non c’era il Vice Presidente Rosso, ma l’Assessore Giordano, che ha ricevuto una delegazione, escludendo i parlamentari presenti. Un fatto grave che conferma la vera anima della Lega, che alla Camera e al Senato ha bocciato tutti gli emendamenti proposti dal PD per risolvere la vicenda dell’Eutelia e che ora esclude i parlamentari dagli incontri con i lavoratori delle aziende in difficoltà. Un’ulteriore beffa per i lavoratori dell’Eutelia, già clamorosamente denunciati e multati dopo le proteste di marzo a Roma. Ma, soprattutto, un profondo cambiamento di stile rispetto alla precedente Giunta di centrosinistra che segna la fine di ogni possibile collaborazione istituzionale”.

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Crisi: addetti Agile a presidio Camera, “politici fuori”

marzo 17th, 2010

Mentre la Camera sta discutendo le mozioni di maggioranza e opposizione sulla crisi economica, fuori da Montecitorio è in corso il presidio organizzato dalla Cgil. E’ quanto si apprende da fonti di agenzia. Qui i lavoratori di Agile (ex Eutelia) hanno approntato una sorta di “emiciclo parallelo”, al quale invitano i politici.

“Il lavoro e lo sviluppo non interessano questo Parlamento, parliamone fuori”, recita il loro striscione. Sono presenti anche alcuni politici: l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, i deputati Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi, Marianna Madia, l’ex segretario di Rifondazione, Franco Giordano.

Partecipa anche il leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. “Senza lavoro non c’è Italia - dichiara il segretario -. Il governo ha l’orecchio su quelli che ce la fanno, noi vogliamo avere l’orecchio su chi non ce la fa o rischia di non farcela: lavoro, imprese e redditi delle famiglie”.

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ISTITUZIONE GIORNO DELLA MEMORIA DELLE VITTIME SUL LAVORO

febbraio 11th, 2010

Immagine anteprima YouTube

Conferenza Stampa di presentazione della proposta di legge: “Istituzione del Giorno della memoria delle vittime sul lavoro e altre disposizioni per l’informazione sui problemi della sicurezza sul lavoro”. L’evento, moderato da Santo DELLA VOLPE, è stato organizzato da Articolo 21 liberi di - Una Carovana per il lavoro sicuro. Roma, 10 febbraio 2010 - Camera dei Deputati - Sala Mappamondo

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Per Eutelia scende in campo Bersani: emendamento per garantire il salario ai 311 dipendenti

dicembre 30th, 2009

STEFANO PAROLA - Repubblica

PININFARINA e Agile-Eutelia, due grane in cerca di soluzione. La prima è a un passo dalla risoluzione. Restano da limare gli ultimi dettagli, ma il 31 dicembre arriverà la firma che sancirà il definitivo passaggio dello stabilimento di Grugliasco alla De Tomaso di Gian Mario Rossignolo. La seconda appare ancora lontana, ma il Partito democratico tenterà di mettere una pezza proponendo un emendamento al decreto Milleproroghe che, se approvato, garantirà lo stipendio ai 311 dipendenti di Torino e Ivrea.L´affare Pininfarina-De Tomaso sta arrivando a una conclusione dopo un percorso tortuoso. Anche perché i soggetti in campo sono tre: la storica carrozzeria, che per sopravvivere deve vendere lo stabilimento di Grugliasco alla Regione (tramite Finpiemonte partecipazioni), che a sua volta deve affittarlo alla società di Gian Mario Rossignolo, che si farà carico di 900 addetti ex Pininfarina. Così è successo che il designer di Cambiano (e soprattutto le banche creditrici) ritenesse troppo bassa l´offerta dell´amministrazione regionale, situazione poi risoltasi con una marcia indietro. O che l´ex manager Telecom chiedesse garanzie sulla gestione della centrale elettrica dello stabilimento.

Alla fine, però, quasi tutti i tasselli sono finiti al loro posto. Ora ne rimangono due: Finpiemonte partecipazioni chiede alla De Tomaso qualche dettaglio in più sulle sue fidejussioni bancarie, l´ex manager Telecom vuole capire se riceverà proprio tutti i soldi che ha chiesto alla Regione per le attività di ricerca. Dettagli che verranno limati oggi, tant´è che l´assessore Andrea Bairati, l´ad di Pininfarina Silvio Angori e Gian Mario Rossignolo (che si sono incontrati già ieri) danno per scontata la chiusura dell´affare.

Più complicata la situazione dei 139 dipendenti di Torino e i 172 di Ivrea della Agile (la ex Eutelia, oggi nel gruppo Omega). Ora l´azienda di tecnologie informatiche è nelle mani di tre custodi giudiziari, ma fino a febbraio non scatterà l´amministrazione straordinaria. Quindi né ammortizzatori sociali né stipendi, che del resto non si vedono da luglio. Così il Pd, incalzato dai deputati Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi, ha presenterà un emendamento al cosiddetto decreto Milleproroghe per istituire un fondo che garantisca lo stipendio a quei lavoratori che, come nel caso dell´Agile, non vengono pagati da almeno quattro mesi ma che non possono accedere agli ammortizzatori. E il primo firmatario sarà proprio il segretario Pierluigi Bersani.

Se approvata, la proposta diventerà efficace da fine febbraio, ma il responsabile lavoro del Pd, Stefano Fassina, si augura che «il governo faccia sua l´iniziativa inserendo la misura nel decreto Sviluppo che verrà varato a metà gennaio». Succederà? Da parte del senatore Pdl Gilberto Pichetto arriva un´apertura, ma anche una precisazione: «La questione va affrontata, anche perché ci sono lavoratori Omega che rischiano di non rientrare nell´amministrazione straordinaria. Però gli strumenti esistono già: una norma nella Finanziaria del 2003 permette di estendere in via sperimentale la cig in deroga ai settori non coperti».

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