Archive

Posts Tagged ‘crisi’

Tribunale fallimentare rinvia tutto a metà gennaio

dicembre 24th, 2009

La Stampa

Brutte notizie per i lavoratori Eutelia che si battono per difendere il posto di lavoro. Ieri il giudice del Tribunale fallimentare ha rinviato al 17 gennaio l’udienza che deciderà il loro futuro. Nel frattempo, riferisce il parlamentare Pd Stefano Esposito, ha disposto il sequestro cautelare di tutti i beni dell’azienda e ha nominato tre custodi. Una piccola garanzia, che però non affronta il vero nodo della questione: la progressiva disdetta delle commesse da parte dei clienti dell’azienda. Specie quelli di maggiori dimensioni. Stando a notizie ufficiose, racconta Esposito, pare che anche il Ministero dell’Interno si prepari a rescindere il contratto. Oggi Esposito e Boccuzzi incontreranno i lavoratori in una vigilia di Natale tristissima. La prossima settimana è atteso un intervento da parte del segretario nazionale del Pd Bersani.

lavoro ,

Incatenati alla Rai “L’azienda non rinunci alle commesse Eutelia”

dicembre 23rd, 2009

MARINA CASSI - La Stampa

Sono arrivati alle undici di mattina con al seguito un funzionario di polizia. I deputati del Pd Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi con il consigliere comunale Enzo Lavolta. Sono entrati nel palazzone della Rai di via Verdi, hanno salito la breve scaletta, raggiunto la balaustra che divide il grande atrio dove campeggia un argenteo albero di natale e si sono incatenati. Protestano perché il consiglio di amministrazione della Rai ha deciso lunedì di disdettare il contratto con Agile-Eutelia proprio alla vigilia della riunione del Tribunale a Roma che deciderà quasi sicuramente l’avvio della amministrazione straordinaria. E annunciano: «Non ci muoviamo da qui finché la Rai non cambia idea». Abbarbicati a quella balaustra hanno passato tutta la giornata e anche la notte. A sera sono arrivati il presidente della Provincia Saitta con l’assessore Chiama a portare la loro solidarietà.

Nel pomeriggio la Rai ha emesso un comunicato che recita: «Non avendo ricevuto le necessarie garanzie e avendo verificato gravi inadempienze ha dovuto rescindere il contratto per poter garantire il servizio». Precisa che «la Ibm si è impegnata a favorire l’assorbimento del maggior numero degli ex dipendenti di Eutelia che erano impegnati nel lavoro per la Rai».

I due deputati insorgono: «Così si ammazza la Agile; se si sfilano le commesse si taglia il futuro di tutti questi lavoratori. Il contratto per 6,4 milioni sarebbe scaduto a settembre 2010; hanno già passato la commessa alla Ibm per 2 milioni per 10 mesi».

Hanno scelto Torino perché è nel palazzo di via Verdi che lavorano 27 dipendenti Agile al servizio di posta elettronica e alla collocazione dei programmi sul sito Rai. Altri 20 sono impiegati nelle sedi romane. Esposito e Boccuzzi seguono - anche con vivaci interpellanze alla Camera - la lunga, drammatica vertenza della Agile che da mesi non paga i suoi oltre 10 mila addetti in Italia, dopo una serie impressionante di cambi negli assetti proprietari. Dicono: «È uno scandalo il comportamento della Rai. Al tavolo ministeriale il sottosegretario Letta aveva garantito che la Agile non sarebbe stata svuotata delle commesse, almeno quelle pubbliche, che sono il futuro».

I tre vengono raggiunti da un gruppo di dipendenti della Agile con le ormai caratteristiche maschere bianche da invisibili sul viso. Sono esasperati perché da mesi lavorano, si pagano le spese di benzina e non prendono un euro di stipendio.

Annunciano che passeranno il Natale in fabbrica - sia a Torino sia a Ivrea - e sperano che oggi il Tribunale decida per l’amministrazione straordinaria: «Solo così abbiamo una possibilità di uscire da questo incubo». Il consigliere Lavolta ricorda che «mentre gli enti locali stanno vicino a questi lavoratori cercando anche di anticipare loro gli stipendi una azienda pubblica sfila la commessa con grande senso di irresponsabilità». Federico Bellono della Fiom ricorda che la richiesta di amministrazione straordinaria «serve per tutelare i lavoratori e garantire il mantenimento delle commesse esistenti».

PD, lavoro , , ,

Eutelia, deputati pd incatenati contro la Rai

dicembre 23rd, 2009

Diego Longhin - Repubblica

TORINO - Non hanno intenzione di aprire i lucchetti fino a quando la Rai non rivedrà la scelta di chiudere il contratto con Eutelia, ora Agile. Azienda sull´orlo del fallimento, per volontà della proprietà, se non entrerà in amministrazione controllata. Due deputati del Pd, Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi, l´operaio scampato al rogo della Thyssen, da ieri mattina si sono incatenati alla balconata nell´ingresso della sede Rai di Torino, insieme al consigliere comunale Enzo Lavolta (Pd) e a un gruppo di lavoratori informatici.

Non si tratta di un blitz dimostrativo: i tre non lasceranno l´ingresso del centro di produzione, a costo di passare notti e Natale, fino a quando la Rai non cambierà idea. Il cda ha rescisso il contratto con Eutelia, che fornisce 27 dipendenti a Torino e 20 a Roma, siglando un contratto con Ibm per 2 milioni di euro. «Il tutto alla vigilia della riunione al tribunale fallimentare di Roma per decidere l´amministrazione controllata - dicono i due deputati del Pd - è stato il sottosegretario Gianni Letta a prendersi l´impegno di non svuotare Eutelia-Agile delle commesse per consentire ad un futuro commissario di garantire la continuità. Com´è possibile che un´azienda dello Stato sia la prima a togliere il lavoro?». E il braccio destro del segretario Pd Pierluigi Bersani, Filippo Penati, chiede alla Rai «di sospendere il contratto con Ibm e di attendere le decisioni del tribunale prevista per oggi».

La Rai ribatte che la scelta di rescindere il contratto è arrivata «dopo mesi di trattative» successive al passaggio da Eutelia ad Agile e «per gravi inadempienze e mancanza di garanzie». L´emittente pubblica ha poi impegnato l´Ibm «a far riassorbire il maggior numero di ex addet-ti impegnati in Rai». Motivazioni che per Esposito «sono finte visto che i vertici di Eutelia sono spariti e che i lavoratori, senza stipendio da mesi, hanno garantito la prestazione. Gli stessi addetti a cui ora si propone un contratto con un subappaltatore di Ibm».

PD, lavoro , , , ,

Lettera a Dario Franceschini

marzo 17th, 2009

Caro Segretario,  

in queste settimane il Partito Democratico si è distinto per una forte iniziativa politica sui temi della crisi economica. Le varie proposte avanzate, dal contributo di solidarietà all’assegno ai disoccupati alle misure a sostegno delle piccole e medie imprese, dimostrano come il PD sia un partito che sta a fianco dei lavoratori e delle loro famiglie. Proposte concrete e credibili a fronte dell’insufficienza dell’azione del Governo.  

Il Piemonte è uno degli epicentri di questa crisi. Stiamo assistendo a una crescita esponenziale della cassa integrazione e a uno stillicidio di imprese che chiudono i battenti. Ogni giorno è un bollettino di guerra che fa sorgere grandi preoccupazioni sulla tenuta complessiva del sistema nonostante gli sforzi fatti dalle amministrazioni locali, a cominciare dalla Regione.  

La chiusura dello stabilimento Indesit di None è il tragico simbolo di tutto questo. Un’azienda sana che, tuttavia, decide di licenziare circa 700 lavoratori.  

Il PD non intende accettare questa decisione perché non è nella delocalizzazione selvaggia,  nella speculazione industriale e nell’indifferenza del destino dei lavoratori che può consistere la soluzione ai problemi della crisi dell’economia nazionale ed internazionale.  

Il PD ha presentato un’Interrogazione per incalzare il Governo, sollecitando la convocazione di un tavolo di confronto tra azienda e sindacati. Anche al Parlamento Europeo è stata presentata un’Interrogazione per chiedere  di verificare se vi sia una corrispondenza tra la chiusura dello stabilimento italiano ed un aumento delle assunzioni in quello polacco. Nei giorni scorsi abbiamo criticato il silenzio della proprietà.    

Pertanto, sarebbe particolarmente significativo se alla manifestazione indetta dai sindacati per venerdì 20 marzo la delegazione piemontese fosse guidata dal Segretario nazionale o, eventualmente, dal Capogruppo PD alla Camera o al Senato.  

Per lanciare un segnale politico forte e coerente con le prese di posizione avanzate nelle ultime settimane. Un segnale politico che un partito riformista come il nostro deve avere il coraggio di lanciare.

 

I Deputati PD 

Stefano ESPOSITO 

Giorgio MERLO 

Antonio BOCCUZZI 

Marco CALGARO 

Gianni VERNETTI 

Giacomo PORTAS

PD, lavoro , ,

Interpellanza Urgente

febbraio 1st, 2009

Assieme a tutti gli altri deputati del Partito Democratico Piemontese, abbiamo presentato questa interpellanza urgente sul mondo dell’auto! Vi invito a leggerla

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico - Per sapere - premesso che:  

la grave crisi economica e finanziaria si sta manifestando in tutta la sua inedita gravità e le prospettive per il nostro paese sono state precisate dalla Commissione europea, prevedendo una decrescita dell’ordine del 2 per cento nel prossimo anno, recessione, che interesserà tanto la grande industria quanto il sistema delle piccole e medie imprese; 

i Governi dei principali Paesi industrializzati hanno adottato impegnativi programmi di sostegno dell’economia e, in particolare, del sistema industriale; 

nell’ambito dei suddetti piani, Paesi europei come la Germania, Francia, la Spagna, la Svezia e in ambito extra UE, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, il Canada, hanno già adottato o hanno allo studio misure specifiche per il sostengo del comparto automobilistico, per il finanziamento dei quali vengono stanziate ingenti risorse finanziarie;  

in un mercato sempre più integrato a livello mondiale, il giusto richiamo all’esigenza di non incorrere in misure distorsive, scaturenti da iniziative isolate e non coordinate, almeno a livello europeo, sollecita l’adozione anche nel nostro paese di interventi finalizzati a facilitare e favorire un profondo processo di innovazione in senso ambientale del comparto automobilistico; 

la rilevanza del comparto automobilistico, sia in termini di occupazione diretta e indiretta, sia per fatturato e per la funzione di traino per la ricerca e l’innovazione in molti settori produttivi, merita attenzione e impegno politico, tanto nelle politiche nazionali quanto in sede europea; 

i dati del mese di dicembre evidenziano che, a fine anno, 45 mila lavoratori sono in cassa integrazione in Piemonte. L’industria automobilistica, come nel resto del mondo, sta pagando un prezzo particolarmente alto: ai 5400 operai di Mirafiori in cassa integrazione tra dicembre e gennaio si aggiungono 2000 impiegati che la inizieranno a febbraio. L’intero gruppo Fiat ha previsto in queste settimane, considerando tutte le sedi italiane, la messa in cassa integrazione di circa 50 mila lavoratori. Il calo drastico delle vendite (meno 23% secondo i dati di novembre) e della produzione (meno 46%  rispetto allo stesso mese del 2008) è in linea con quanto sta avvenendo negli altri paesi, evidenziando, all’interno della più generale crisi, un problema specifico che riguarda il settore automobilistico a livello mondiale. L’industria dell’auto è la vittima principale della crisi economica, per il peso che ha nella formazione del PIL (in Italia il settore automotive contribuisce al PIL per circa il 14%) e nella composizione dell’occupazione di molti paesi (in Italia i dipendenti del settore sono circa un milione di addetti; 

la mancata adozione di misure governative risulta particolarmente grave per Torino e per il Piemonte, cuore dell’industria automobilistica italiana, non soltanto per la presenza di FIAT, ma per il peso rivestito da un indotto di piccola e media impresa del settore, che è il suo fulcro produttivo. Il ridimensionamento del comparto dell’automobile avrebbe dunque effetti drammatici, con conseguenze immediate di disoccupazione e crisi sociale, impoverimento del tessuto di piccole e medie imprese, cui si aggiungerebbero rischi di prospettiva per l’intero sistema industriale italiano; 

l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze delle imprese del settore automobilistico e motociclistico, rappresenta una necessaria, seppur tardiva, presa d’atto della difficoltà che registra il comparto, ma dovrà essere una sede in cui coinvolgere tutti gli attori, a cominciare dalle organizzazioni sindacali;

la complessità della crisi richiede una strategia complessiva che metta in campo un ventaglio di misure che favorisca un profonda innovazione del settore, dei comportamenti dei consumatori e dell’azione delle pubbliche amministrazioni, nazionali e locali; 

in particolare, sembra necessario assicurare interventi che prevedano: la proroga e il potenziamento dei bonus ecologici per la rottamazione di vecchie auto con acquisto di vetture almeno euro 4; l’individuazione di forme di garanzia per la concessione di crediti al consumo automobilistico; l’introduzione di un organico sistema di incentivi alla ricerca ed allo sviluppo tecnologico del settore, che favorisca l’innovazione dei prodotti in chiave di compatibilità ecologica ed ambientale; la destinazione di risorse adeguate per assicurare il rinnovo completo del parco-auto degli Enti pubblici entro due anni e degli autobus per il trasporto pubblico locale, sostituendo i mezzi con vetture ecologiche; 

allo stesso tempo, è necessario mettere in campo specifiche misure congiunturali di sostegno dell’occupazione per gli addetti del settore, tra cui le più urgenti appaiono: a) la possibilità di aumentare le settimane di CIGO; b) la tempestività dell’assegnazione di risorse, alle Regioni ed in particolar modo al Piemonte, per la gestione della CIGS in deroga. Al 31/12/2008 le risorse sono state esaurite e, se non se ne assegnano di nuove, c’è il rischio che, nell’incertezza del diritto, le aziende procedano al licenziamento; c) il superamento o una nuova definizione dei tetti della CIG per impedire che operai e impiegati, costretti a lunghi periodi di cassa, si avvicinino o superino la soglia di povertà; d) mobilità e disoccupazione in deroga per supportare chi ha già perso il lavoro o non si vedrà rinnovato il contratto. I dati riportano un aumento dei lavoratori licenziati e iscritti in liste di mobilità senza indennizzo (+18%) e un numero consistente di precari che non hanno i requisiti per la disoccupazione; e) procedure semplificate per l’adozione di contratti di solidarietà al fine di assicurare il mantenimento delle competenze della forza lavoro; 

la trattativa in atto tra Governo, Regioni ed Unione Europea volta all’impiego delle risorse del Fondo Sociale Europeo a copertura dei costi della Cassa Integrazione in deroga, ben lungi dall’avere un effetto positivo, causerà in Piemonte la crisi occupazionale di un settore come quello della Formazione Professionale, che occupa 3000 dipendenti e 9000 collaboratori e che è strategico per gestire l’attuale fase di crisi e  favorire l’inserimento o il reinserimento dei giovani e degli adulti disoccupati nel mercato del lavoro - 

come valuti la situazione che si è venuta a determinare per il comparto industriale automobilistico e più in generale della mobilità, anche alla luce della mancata proroga delle misure di sostegno, già adottate negli scorsi anni, che sta mettendo a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro; 

quali iniziative intenda assumere al fine di arrivare a definire una strategia per garantire la tenuta del settore automobilistico nazionale ed europeo, favorendone altresì la difesa dei livelli occupazionali nonché l’evoluzione in senso compatibile con l’ambiente, quale occasione di sviluppo e investimento. 

lavoro , ,