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Moncalieri, oltre 200 esuberi: decine di coppie senza stipendio

giugno 7th, 2011

Giuseppe Legato - LaStampa
Hanno condiviso tutto: il matrimonio, i figli, il lavoro. Adesso è il momento del boccone amaro da digerire insieme: la perdita del posto. A Moncalieri la chiamano la fabbrica delle famiglie. E un motivo c’è: sono decine le coppie che fino a ieri lavoravano insieme alla Askoll (ex Plaset ed ex Emerson), sul cui futuro sta calando il buio più nero proprio in queste ore.
L’ultima proposta dell’azienda - che produce pompe per lavatrici - è stata considerata «irricevibile» da Cgil, Cisl e Uil. Prevede che nello stabilimento di via Vittime del Vajont rimangano in 30. Fino a ieri i dipendenti erano 245 (nel 2008 erano 400, nel 2001 650). Una scelta drastica comunicata con risolutezza. Lo stesso non si può dire per lo stabilimento gemello di Asti, in cui 150 operai rimarranno al loro posto (organici comunque dimezzati).
Domani pomeriggio (oggi per chi legge) ci sarà in Regione l’incontro finale. Ore 14: si decide il futuro di 230 operai. Famiglie normali. Come quella di Antonio Carrozza e Santina Sammacca, entrambi impiegati nello stabilimento che volge alla chiusura. Hanno tre figli di 5, 10 e 12 anni. «Il mutuo scade tra un anno, abbiamo quasi finito». Altra coppia neo-disoccupata Grazia Carbotti Colucci e Pasquale Tirone: «Quando ci siamo sposati, 26 anni fa, abbiamo rinunciato al viaggio di nozze. Eravamo i custodi della fabbrica. Le ferie le abbiamo posticipate, la luna di miele aspettavamo di farla con la pensione. Anche stavolta ci andrà male».
Storia strana quella della Askoll perché l’azienda ha appena investito 7 milioni di euro in nuovi macchinari: «Li smonteranno e se li porteranno a Vicenza nel loro stabilimento principale» spiega Sergio Marini, anche lui sposato con una dipendente Askoll. Il piano industriale accettato dai lavoratori tre anni fa prevedeva più di 200 uscite. «Sono andati via tutti, siamo rimasti in 245 - racconta Laura Castellaro sposata con il carrellista Antonio Cataldo - e ora mandano via anche noi».
In Regione oggi si preannuncia una seduta fiume. E dai toni accesi. L’antipasto è il comunicato stampa degli onorevoli del Pd Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi che ieri hanno raggiunto i cancelli della fabbrica: «La decisione di chiudere di fatto lo stabilimento Askoll di Moncalieri è inaccettabile. Siamo di fronte a un nuovo killeraggio, a uno scempio di posti di lavoro. Si tratta di un vergognoso episodio di pirateria ad opera di bancarottieri senza scrupoli che acquistano aziende, le svuotano e poi licenziano i lavoratori. Le istituzioni devono intervenire urgentemente aggiungono Esposito e Boccuzzi - a cominciare dalla Regione Piemonte a cui a suo tempo chiedemmo di convocare un tavolo di crisi. Chiediamo al gruppo regionale del Pd di incalzare il Presidente Cota e l’Assessore Porchietto affinché quella dell’Askoll non sia l’ennesima morte silenziosa».

rassegna stampa

ASKOLL: INACCETTABILE LA DECISIONE DI CHIUSURA

giugno 6th, 2011

La decisione di chiudere di fatto lo stabilimento Askoll di Moncalieri è inaccettabile. Siamo di fronte a un nuovo killeraggio, a uno scempio di posti di lavoro che cancella ogni prospettiva di futuro per centinaia di famiglie. La proprietà ha deciso di mantenere solo 33 dipendenti su 208, senza prevedere nessuna forma di incentivo all’esodo per gli esuberi, a differenza di quanto previsto per il sito di Asti.
Ribadiamo il giudizio già da noi espresso all’inizio di questa vicenda: un vergognoso episodio di pirateria ad opera di bancarottieri senza scrupoli che acquistano aziende, le svuotano e poi licenziano i lavoratori. Non si può spiegare diversamente la decisione di chiudere non una fabbrica decotta ma un’azienda con capacità produttive.
Le istituzioni devono intervenire urgentemente a cominciare dalla Regione Piemonte a cui a suo tempo chiedemmo di convocare un tavolo di crisi. Il Presidente Cota, oltre a promettere incentivi per gli under 30, dovrebbe interessarsi da subito per evitare che 175 lavoratori di Moncalieri perdano oggi il posto di lavoro. Chiediamo al gruppo regionale del PD di incalzare il Presidente e l’Assessore Porchietto affinché quella dell’Askoll non sia l’ennesima morte silenziosa.

comunicati stampa

ASKOLL: “CRISI INDUSTRIALE O MANOVRA DI BANCAROTTIERI SENZA SCRUPOLI?

maggio 11th, 2011

La vicenda dell’Askoll di Moncalieri non è solo l’ennesima drammatica morte di uno stabilimento a causa della crisi, ma ha tutto l’aspetto di nuovo vergognoso episodio di pirateria ad opera di bancarottieri senza scrupoli. Come per Agile-Eutelia anche qui ci potremmo trovarci in presenza di un’operazione volta ad acquisire un’azienda per poi svuotarla e licenziare i dipendenti. Perché se così non fosse, non si capirebbe la decisione di chiudere uno stabilimento che sul passivo del gruppo di Vicenza incide solo del 18% e che è leader mondiale nella produzione di pompe per lavatrici. Dunque, non una fabbrica decotta ma un’azienda con capacità produttive.
Dietro alla decisione della chiusura dell’Askoll di Moncalieri ci sono cose poco chiare: l’investimento di 9 milioni di euro (per costruire tre nuove linee) annunciato due anni fa all’atto dell’acquisto è stato reale oppure si è trattato di un investimento fittizio? Perché si decide di chiudere proprio l’ultimo stabilimento acquisito in ordine di tempo dal gruppo? Che intenzioni ci sono riguardo la sede astigiana che si trova in una situazione economica peggiore di quella di Moncalieri? Per questo presenteremo un’Interrogazione urgente al Ministro del lavoro e delle attività produttive. Invitiamo, poi, gli Assessori provinciale Chiama e regionale Porchietto a convocare quanto prima un tavolo di crisi per non abbandonare i 208 dipendenti al loro destino.

conferenza stampa