SI COSTITUISCA AL PIU’ PRESTO LA PROCURA NAZIONALE. LA CAMERA DISCUTA LA MOZIONE DEL PD

aprile 2nd, 2012

Questa mattina abbiamo partecipato come uditori all’incontro con la Commissione parlamentare sugli infortuni sul lavoro svoltosi in Prefettura. Durante la conferenza stampa il Presidente Oreste Tofani ha dichiarato che sulla questione della costituzione della Procura nazionale contro gli infortuni sul lavoro non c’è all’interno della Commissione un orientamento condiviso e si sta lavorando per giungere a una proposta che abbia un sostegno trasversale.
Premesso che rispettiamo l’impegno della Commissione, desideriamo, però, ricordare che il PD sostiene non da oggi la necessità di dare vita alla Procura nazionale, così come più volte richiesto da un magistrato esperto quale è Raffaele Guariniello.
In tal senso, circa un mese fa è stata depositata alla Camera dei Deputati una Mozione (primo firmatario l’On. Antonio Boccuzzi e sottoscritta da rappresentanti di tutte le forze politiche) che auspichiamo possa essere quanto prima discussa ed approvata.

comunicati stampa

Infortuni sul lavoro a Torino, interrogazione urgente al Ministro del Lavoro.

aprile 1st, 2012

“Il tema degli infortuni sul lavoro continua, purtroppo, ad essere al centro dell’emergenza lavoro. E i 2 incidenti sul lavoro che hanno sconvolto Torino nell’arco di pochi giorni non posono non esere affrontati con la dovuta attenzione e il necessario rigore.
Abbiamo presentato un’interrogazione urgente al Ministro del Lavoro per conoscere, nel dettaglio, le ragioni che hanno provocato questi incredibili incidenti nell’arco di pochi giorni, seppur nel rispetto del lavoro della magistratura. A cominciare dall’infortunio capitato nel cantiere dell’inceneritore del Gerbido dove l’impresa appaltante è la astessa in cui il 3 marzo scorso ha perso la vita Antonio Carpini, il caposquadra della ditta ravennate. Oltreutto i 2 infortuni sono accaduti ambedue di sabato. Elemento da non sottovalutare quando si parla di straordinari senza tutele, senza contratti e senza sicurezze.
Un’interrogazione urgente al Ministro per conoscere, dunque, le motivazioni che hanno causato questi incidenti e, soprattutto, per sapere quali misure concrete il Ministero può e vuole intraprendere - sotto il profilo dei controlli, della sicurezza nei cantieri e della tutela dei lavoratori nei luoghi di lavoro - per evitare che questi incidenti, poutroppo mortali, si ripetano con questa incomprensibile e grave frequenza”.
Lo dicono i parlamentari del Pd Giorgio Merlo, Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi.

comunicati stampa

Infortuni, nuovo incidente mortale

marzo 31st, 2012

Un altro infortunio mortale nel cantiere del Gerbido a Torino. A meno di un mese dal tragico incidente occorso ad Antonio Carpini, nello stesso cantiere, con le stesse modalità, dipendente della stessa ditta di Ravenna. La caduta è stata provocata da un cedimento meccanico dell’impalcatura del ponteggio, la cui installazione è terminata ieri.
Da cosa può essere causato un incidente di questo tipo? La fretta per accelerare i lavori può essere una delle cause che hanno provocato l’ennesima tragedia nel medesimo luogo? Guariniello a cui è stata affidata l’indagine del primo incidente (e sulla cui scrivania arriverà con tutta probabilità anche questo fascicolo) sicuramente darà le risposte a quelle che oggi sono le domande che si pongono i familiari di chi non c’è più , di chi si trova in ospedale gravemente ferito, dei loro colleghi.
Lunedì sarà a Torino la commissione parlamentare d’inchiesta per gli infortuni sul lavoro e per fare un sopralluogo alla Lafumet, dove ad inizio settimana c’è stato un gravissimo incidente in cui sono rimasti feriti cinque lavoratori con gravi ustioni su tutto il corpo .
Credo che la stessa possa cogliere l’occasione per fare un sopralluogo al cantiere del Gerbido, per controllare, avendone titolo il modo e le condizioni in cui operano i lavoratori delle diverse imprese occupate per la realizzazione dell’inceneritore .
Il ministro Fornero si è recata oggi al CTO a far visita ai due operai edili infortunati nella caduta di oggi, così come ha fatto mercoledi nella visita fatta ai cinque lavoratori della Lafumet; un gesto immagino apprezzato dai lavoratori coinvolti, dai loro familiari ed anche dal sottoscritto.
Vorrei però cogliere questa occasione per ricordare alla professoressa Fornero i danni apportati dal suo predecessore in quel ministero con un abbassamento generalizzato di tutte le sanzioni comprese quelle legate agli infortuni per le cadute dall’alto. Potrebbe essere utile a questo punto valutare un ripristino almeno di alcune di esse, soprattutto quelle legate a condizioni e tipologie di infortunio che sempre più spesso accadono in un mondo del lavoro che vorrebbe correre alla velocità della luce, ma che spesso e volentieri vive in condizioni da età della pietra.

comunicati stampa

Boccuzzi: la riforma aumenterà i rischi

marzo 27th, 2012

FEDERICA CRAVERO - Repubblica
«PURTROPPO la sicurezza è ancora vista come un costo: per alcuni imprenditori si tratta, loro malgrado, di scegliere tra pagare gli stipendi o migliorare i sistemi di sicurezza. E la riforma del lavoro di cui si discute rischia di aggravare la situazione», lo dice Antonio Boccuzzi, ora deputato del Pd, che poco più di quattro anni fa rimase ferito nell´incendio della Thyssenkrupp, in cui morirono sette colleghi.
In tempo di crisi la sicurezza è ancora più a rischio? «In teoria tra sicurezza e lavoro non si dovrebbe nemmeno scegliere, invece purtroppo in questo periodo si accetta qualunque mansione e a qualunque condizione. E anche gli imprenditori, soprattutto quelli piccoli, non hanno denaro per mettersi in regola e vivono il dilemma: chiudere o restare aperti ma senza tutele? Di fronte a questi problemi, però, la politica non sempre va nella direzione giusta».
In che senso?
«Per esempio alla Camera siamo riusciti a bloccare una norma gravissima del decreto semplificazioni, che avrebbe ridotto o eliminato i controlli degli ispettori per le aziende certificate. E speriamo che non venga riproposta più avanti sotto un´altra forma. Anche la riforma del mercato del lavoro, così come prospettata, non fa che peggiorare la situazione».
Perché?
«Chiunque si sentirebbe potenzialmente e facilmente licenziabile e finirebbe per lavorare oltre le proprie possibilità, a ritmi non accettabili, riducendo la concentrazione e l´attenzione alla sicurezza».
Quale può essere una soluzione?
«La sicurezza del posto di lavoro dovrebbe essere considerata un investimento e non un costo. Per esempio si potrebbero studiare degli sgravi ai contributi Inail per le ditte che investono sulla tutela dei lavoratori: questo è tema di un progetto di legge che stiamo studiando. Poi è fondamentale che si crei la procura nazionale sugli infortuni sul lavoro: l´esperienza di un procuratore come Raffaele Guariniello deve essere estesa a qualunque infortunio avvenga in qualunque zona d´Italia».

rassegna stampa

Crollo palco Pausini: “Dolore per morte di giovane operaio”

marzo 6th, 2012

“Esprimiamo il nostro dolore per la morte di Matteo Armelini” così si sono espressi Cesare Damiano e Antonio Boccuzzi in seguito alla morte del giovane operaio che ha perso la vita a Reggio Calabria in seguito al crollo di una struttura del palco in allestimento che stasera avrebbe dovuto ospitare il concerto di Laura Pausini.
“Non possiamo - hanno continuato - che condividere pienamente l’appello di Jovanotti per l’avvio di una discussione molto seria tra organismi competenti su come migliorare il livello di sicurezza per gli addetti ai lavori e per il pubblico dei concerti”. “Bisogna considerare - hanno concluso Damiano e Boccuzzi - che i rapidi tempi di montaggio e smontaggio dei palchi debbono tenere conto dei limiti fisici delle persone e che bisogna lavorare nella massima trasparenza e nel pieno rispetto delle regole”.

comunicati stampa

Casale, un applauso per le vittime, per i familiari, per coloro che li hanno sostenuti in questa battaglia di civiltà

febbraio 20th, 2012

Ieri si è giunti a sentenza nel processo di primo grado nei confronti dell’azienda Eternit Italia. Una pagina storica. Un processo estremamente importante, da primato è stato definito. Per l’imponente numero di parti civili. Ma purtroppo il primato è anche e soprattutto l’elevatissimo numero di vittime da esposizione all’amianto; oltre 2300, di cui 1500 nella sola città di Casale Monferrato.
Moltissime bandiere tricolori con la scritta giustizia sulle spalle, a testimoniare che nel Paese è ancora possibile chiedere giustizia ed ottenerla. In quell’elenco interminabile vite spezzate, scandite nei nomi di chi non c’è più e di chi per tutta la vita dovrà portare dentro il dolore della loro assenza.
Le prime parole nella lettura della sentenza sembrano per un momento scaldare quelle aule, ma soprattutto quei cuori a cui la perdita dei loro congiunti ha lasciato il gelo del dolore.
La lettura del dispositivo si è conclusa con una condanna che ha riconosciuto il dolo e la colpa cosciente.
Nessun dubbio insomma.
Una sentenza purtroppo non può fare miracoli; non riporta indietro nessuno ma allevia la pena perchè tutto non può esaurirsi in un verdetto di non colpevolezza, che tutto è un caso o una tragica fatalità.
Lo stillicidio che si percepiva chiaramente nella lettura di quei nomi allontana brutalmente, senza ammettere repliche, per chi avesse pensato per un attimo soltanto che la tragedia di Casale possa ascriversi all’albo delle tragiche fatalità.
Le parole del giudice Casalbore sono state ascoltate con una vasta molteplicità di reazioni. Chi ha liberato il magone che si portava da anni nel petto cedendo ad un pianto ininterrotto; chi come la signora Romana, a cui l’amianto ha sterminato la famiglia, non riesce a piangere,a “sbloccarsi”, ma con tutta la sua forza e il suo coraggio continua a ripetere che questa non è una battaglia che si può circoscrivere, ma deve essere esportata, deve essere utile anche ad altre situazioni analoghe.
Dietro le migliaia di croci di Casale Monferrato, di Cavagnolo, di Rubiera, di Bagnoli; ci sono le morti di quei lavoratori che negli stabilimenti lavoravano e dietro loro i responsabili, la cui colpa è stata confermata nella sentenza.
Torno ancora una volta a sottolineare che è indispensabile valorizzare l’operato del dottor Guariniello e del suo pool, impedendo che lo stesso sia sciolto, anche attraverso l’istituzione di una Procura Nazionale per gli infortuni sul lavoro.
Ormai sono passati alcuni mesi dalla lettura della sentenza del processo Thyssen. Nei giorni che seguirono si levarono strali e anatemi che trovarono il loro momento più basso nell’applauso che imbarazzò Confindustria, a cui seguirono le scuse del presidente Marcegaglia.
Oggi siamo noi ad applaudire; un applauso per le vittime, per i loro familiari, per coloro che li hanno sostenuti in questa battaglia di civiltà.
Un applauso per tutti coloro che ogni giorno rischiano la loro vita per portare a casa un tozzo di pane da mettere insieme alla minestra, magari attraverso lavori umili e pericolosi, con il sudore della fronte, ma sempre con tanta dignità.

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POSTOLIMPICO:“L’ON. ARMOSINO CON IL SOSTEGNO DELL’IDV HA TENTATO DI SCIPPARE AL PIEMONTE I 40 MILIONI DESTINATI AI SITI OLIMPICI. L’AZIONE CONGIUNTA DEI PARLAMENTARI PIEMONTESI HA IMPEDITO QUEST’OGGI LA BOCCIATURA DELLA LEGGE”

febbraio 9th, 2012

Quest’oggi la Commissione Bilancio ha discusso la proposta di legge relativa alla “Valorizzazione e promozione turistica delle valli e dei Comuni montani sede dei siti olimpici invernali Torino 2006 ” con la quale si attribuiscono i 40 milioni di euro residui dell’Agenzia Torino 2006 (fino ad oggi inutilizzati) alla Fondazione XX Marzo, affinché vengano impiegati per interventi di manutenzione e riqualificazione degli impianti e per favorire iniziative di promozione turistica di quei territori. Già altre quattro Commissioni avevano discusso il documento e dato parere positivo.
L’On. Maria Teresa Armosino (PdL) è intervenuta nel tentativo di bloccare la legge adducendo come motivazione la mancanza di trasparenza nello stanziamento a sostegno dei siti olimpici di Torino 2006. Prima ha chiesto che tali risorse venissero destinate a fronteggiare il dissesto idrogeologico (dimenticando che si tratta di soldi vincolati agli interventi postolimpici), poi si è dichiarata contraria al fatto che la Fondazione XX Marzo, unico soggetto pubblico titolato a decidere sui 40 milioni, possa utilizzare come stazione appaltante per eventuali interventi sui siti la Scr, che è società al 100% della Regione Piemonte. Una posizione che è figlia, evidentemente, dello scontro interno al PdL piemontese di cui vorremmo evitare che a pagarne le conseguenze sia il nostro territorio.
Alla posizione dell’Armosino si sono associati i deputati dell’Italia dei Valori, Borghesi e Mura, che hanno chiesto che la legge venisse respinta e i soldi incamerati dallo Stato, e questo nonostante che la proposta fosse stata firmata dagli esponenti piemontesi dell’IDV. Quando abbiamo chiesto all’On. Gaetano Porcino di intervenire sui colleghi di partito ci ha risposto: ‘non posso farci niente’. Il Vice Presidente della Provincia di Torino Gianfranco Porqueddu, da sempre favorevole all’arrivo di quelle risorse per il territorio torinese, ha scritto ai due Parlamentari spiegando che la loro opposizione alla legge era un errore e ricevendo come risposta una pernacchia. E’ bene che tutti sappiano che l’IDV vuole danneggiare Torino e il Piemonte e mi aspetto che i Consiglieri di Di Pietro a tutti i livelli (Regione, Provincia e Comune) prendano le distanze dall’atteggiamento nazionale del loro partito.
Nonostante questi tentativi di scippare i 40 milioni, l’azione congiunta dei Parlamentari di PD, PdL, Lega, Udc, Fli, Api e Gruppo Misto (in calce le firme), ha oggi impedito la bocciatura della legge e ha preteso e ottenuto per martedì la convocazione urgente in Commissione del Commissario liquidatore dell’Agenzia Torino 2006, Domenico Arcidiacono, affinché certifichi la piena e totale disponibilità dei 40 milioni, come più volte già certificato alla Ragioneria centrale dello Stato. Ci auguriamo che con questa audizione si chiuda definitivamente l’iter e si possa già nella prossima settimana approvare la legge.
Deve essere chiaro ai nostri cittadini chi sono i nemici del Piemonte: l’Armosino e l’Italia dei Valori.

On. Stefano ESPOSITO (PD)
On. Antonio BOCCUZZI (PD)
On. Marco CALGARO (UDC)
On. Renato CAMBURSANO (Gruppo Misto)
On. Francesca CILLUFFO (PD)
On. Cesare DAMIANO (PD)
On. Mimmo LUCA’ (PD)
On. Giorgio MERLO (PD)
On. Giacomo PORTAS (Moderati)
On. Anna ROSSOMANDO (PD)
On. Deodato SCANDEREBECH (Fli)
On. Gianni VERNETTI (Api)

comunicati stampa

De Tomaso, c’è il nuovo socio Rossignolo cede la maggioranza

febbraio 9th, 2012

Marina Cassi - LaStampa
La famiglia Rossignolo ha ceduto il controllo della De Tomaso a un gruppo di investitori «esperti nel settore automobilistico che si sono dichiarati assolutamente convinti della validità del piano industriale».
E la famiglia rimarrà in azienda «a occupare alcuni fondamentali ruoli legati soprattutto alla produzione e alla commercializzazione del prodotto, mentre al nuovo socio di maggioranza faranno capo le decisioni finanziarie».
Il comunicato aziendale è arrivato nel pomeriggio del giorno in cui ci si aspettava una svolta nella lunga trattativa che da mesi impegna i Rossignolo nella ricerca di un partner che voglia produrre a Grugliasco. E la svolta c’è stata. Sono ancora in corso spiega l’azienda - le ultime incombenze burocratiche. In sostanza i nuovi partner - che con ogni probabilità sono cinesi - e che agiscono attraverso un istituto di credito italiano dovrebbero portare ingenti capitali, che sarebbero in transito tra Hong Kong, Londra e Torino. E, pare, anche la possibilità di esportare in mercati emergenti per il settore del lusso le auto made in Italy che usciranno da Grugliasco.
La famiglia negli scorsi mesi aveva spiegato che la partnership con un gruppo indiano era saltata perché il socio non voleva avviare le produzioni nei due stabilimenti italiani della De Tomaso.
Quando saranno ultimati «gli adempimenti tecnici, societari e economici» la famiglia Rossignolo assicura che presenterà i nuovi soci. In quel momento i 900 addetti avranno la certezza di avere un futuro. E lo stesso accadrà ai 200 di Livorno. Gli addetti torinesi sono ex dipendenti della Pininfarina che, al culmine della sua crisi nell’ottobre del 2009, aveva ceduto stabilimento e addetti ai Rossignolo.
Prudente il commento del segretario Fiom, Federico Bellono: «Ci sembra presto per dare giudizi definitivi. Se nei prossimi giorni le dichiarazioni si confermeranno con fatti sarebbe cosa positiva». Aggiunge: «E’ ovvio che gli assetti societari hanno importanza. Da tempo si sapeva che la famiglia cercava un partner per sbloccare la situazione finanziaria. A noi interessa che vengano ribaditi gli impegni produttivi presi». Stamane ci sarà un incontro dei lavoratori davanti alla fabbrica.
Per i deputati Pd Boccuzzi e Esposito «la situazione è ormai insostenibile, è necessario che le istituzioni intervengano per pretendere chiarezza».

rassegna stampa

DE TOMASO: “SITUAZIONE INSOSTENIBILE. SI INTERVENGA CON URGENZA PER FARE CHIAREZZA”.

febbraio 8th, 2012

La vicenda della De Tomaso sta assumendo contorni paradossali oltre che molto preoccupanti per il destino dei 900 lavoratori. Dopo il susseguirsi di annunci relativi all’arrivo di nuovi soci, ora indiani ora cinesi, annunci a cui non ha mai fatto seguito alcun riscontro, quest’oggi la famiglia Rosignolo, dopo aver fatto a saltare l’assemblea degli azionisti, ha annunciato la cessione del controllo dell’azienda. La situazione è oramai insostenibile ed è necessario che le istituzioni intervengano con urgenza per pretendere chiarezza su quanto sta avvenendo in queste ore e sulle prospettive occupazionali future. L’ Assessore Porchietto ha ragione nel dire che la pazienza è finita, ma forse avrebbe dovuto seguire la vicenda con maggiore attenzione senza permettere alla famiglia Rossignolo di prendersi gioco di tutti, a cominciare dai lavoratori.
On. Stefano ESPOSITO
On. Antonio BOCCUZZI
Raffaele BIANCO, Vice Presidente PD Torino

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Caselle, l´Alenia e il mistero dello stabilimento fantasma

gennaio 29th, 2012

DIEGO LONGHIN - Repubblica
«Sono passati mesi, i Comuni hanno fatto tutti i passi necessari, ma non si muove nulla. Perché?». È la domanda che si pongono tre deputati torinesi, Stefano Esposito (Pd), Antonio Boccuzzi (Pd) e Giacomo Portas dei Moderati eletto nelle liste dei Democratici. Tanto da chiedere lumi al ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, con un´interrogazione a risposta scritta, ripercorrendo tutta la vicenda legata alla chiusura definitiva degli stabilimenti di corso Marche e al raddoppio del sito di Caselle.
Due passaggi diversi ma che viaggiano in parallelo per portare a termine l´operazione. Ma ai tre deputati, e prima di loro ai sindacati, tra cui la Fiom, viene il dubbio che tutto l´intervento, dalla chiusura di corso Marche, trasformato in uno dei nuovi quartieri di Torino, all´allargamento dello stabilimento di Caselle. «Il Consiglio comunale di Torino, nella primavera scorsa, ha approvato una variante delle destinazioni d´uso dell´area di Corso Marche che porterà ad una consistente valorizzazione del sito con grandi vantaggi che determineranno le risorse per il nuovo investimento industriale - scrivono i tre deputati - il Comune di Caselle, sempre nella primavera scorsa, ha concesso le autorizzazioni per la costruzione del nuovo stabilimento vicino all´aeroporto. Sono trascorsi diversi mesi e non si hanno notizie dei tempi, dei modi e dell´avvio del trasferimento».
Nel frattempo nell´accordo dell´8 novembre Alenia Aeronautica, ribattezzata Alenia Aermacchi, ha confermato il polo aeronautico militare per Torino. Ma nulla è cambiato, tanto che Esposito, Boccuzzi e Portas chiedono al ministro «se corrisponda al vero che si stanno riprogettando le dimensioni e le caratteristiche del nuovo stabilimento di Caselle». Il che porterebbe ad una ridiscussione di tutto l´iter e delle autorizzazioni, senza sapere quali potrebbero essere i tempi. A Passera i tre chiedono anche se dal piano industriale presentato da Alenia, che fa parte del gruppo Finmeccanica, «si evince l´effettiva volontà di rilanciare il polo aereonautico torinese, i contenuti, i prodotti e le scelte di mercato, nonché i livelli occupazionali, la loro qualità e quantità».
Esposito, Boccuzzi e Portas si chiedono poi «quali procedure si adotteranno per la progettazione e la costruzione del nuovo stabilimento». La questione non è da poco perché potrebbe far la differenza sui tempi. «Alenia Aeronautica valorizzerà e svilupperà direttamente le aree di corso Marche o invece venderà ad un soggetto terzo? Con quale criterio e procedure si procederà alla sua eventuale scelta?», si chiedono.
Finmeccanica per procedere con l´operazione aveva dato mandato al consorzio Csi di Verona. Una sorta di opzione per realizzare il nuovo quartiere di 250 mila metri quadri firmato dallo Studio Amati e il nuovo sito vicino all´aeroporto. E poi? Come mai non si è mosso nulla? Anche perché con parte dei soldi che arrivano dall´acquisto e dalle realizzazioni si deve finanziare la costruzione dello stabilimento a Caselle. I tre deputati chiedono a Passera «se corrisponda al vero la notizia per cui era stata data un´opzione sia per la costruzione del nuovo stabilimento sia per l´acquisto delle aree di Corso Marche ad un consorzio di Verona e ad alcune imprese di costruzione, opzione che sarebbe scaduta il 31 dicembre». Se così fosse ci sarà ancora un allungamento dei tempi e alla fine «quali saranno le procedure che garantiranno la correttezza e la trasparenza della scelta degli interlocutori?».

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