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Mirano a scaricare la colpa sugli operai

aprile 21st, 2009

SARAH MARTINENGHI - Repubblica

Proprio come in aula, accusa e difesa assumono posizioni diverse e contrastanti a proposito della possibile modifica al testo unico sulla sicurezza dei lavoratori con l´introduzione della norma soprannominata «salva-dirigenti». C´è chi la vede con grande preoccupazione come l´unico sopravvissuto Antonio Boccuzzi, chi come una vergogna, come i parenti degli operai deceduti nel rogo. Ma per l´avvocato difensore Ezio Audisio non c´è alcuna polemica da sollevare, in quanto la modifica non farebbe altro che sottolineare principi normativi già presenti e garantiti dal nostro ordinamento giuridico. 

Per la difesa dei dirigenti Thyssen, il dibattito sull´articolo 15 bis, secondo cui «non impedire un evento equivale a cagionarlo» a meno che «l´evento non sia imputabile ai lavoratori», non influirebbe direttamente sul processo per il rogo in cui morirono sette operai. «A mio parere - spiega l´avvocato Audisio - il processo è in una fase arretrata, in cui non abbiamo ancora raccolto elementi sufficienti per accertare le responsabilità. Se questa norma entrasse in vigore non scatterebbe in automatico, quindi non vedo alcuna incidenza sul caso specifico. Non credo sia il caso di destare questi allarmi, in fondo non cambia molto rispetto a prima: è un principio codificato anche oggi che, se il lavoratore è colpevole esclusivo dell´evento, il soggetto che ricopre una posizione di garanzia viene esonerato dalla responsabilità. La modifica rende solo più esplicito questo principio». «Nel nostro processo - aggiunge Thyssenkrupp - viene contestato l´omicidio doloso: è un´accusa infondata ed esagerata, ma non stiamo discutendo della responsabilità esclusiva. Certo il fatto che siano tutti preoccupati non può che farci piacere, perché significa che ci stiamo difendendo bene». 

Di tutt´altra opinione l´ex operaio parlamentare Antonio Boccuzzi: «Sono molto preoccupato. Oggi noi del Pd abbiamo un seminario proprio su questo tema, per discutere su cosa possiamo fare in commissione per bloccare queste modiche. Eravamo disposti a discutere modifiche tecniche ma qui il discorso è nel merito: si tratta di una riduzione di sanzione che potrebbe inficiare ciò che Guariniello ha fatto di buono e mettere in discussione l´impianto accusatorio, cancellando la responsabilità dell´amministratore delegato. Già nelle ultime udienze, seppur in maniera elegante, la difesa ha insinuato il dubbio che noi fossimo intervenuti in ritardo nello spegnere l´incendio. La preoccupazione riguarda il sistema in generale, sembra proprio una norma ad hoc salva manager». 

Sconcertati e preoccupati anche i parenti delle vittime. «È una schifezza - dice Carmelo De Masi, padre di Giuseppe - nessuno di loro voleva morire, non facevano i pompieri, se io fossi responsabile dell´azienda avrei detto a tutti di scappare. Speriamo che questa norma non entri in vigore, noi all´udienza di oggi ne parleremo tra familiari». «Non esiste proprio - commenta Sabrina Torrente, vedova di Angelo Laurino - chi fa queste leggi non si vergogna? Ci rimette solo l´operaio, e i familiari che rimangono a piangerlo. Vorrei proprio parlarci io con chi emette queste leggi, mi piacerebbe guardarlo in faccia e chiedergli se non si vergogna».

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