Non fatico a immaginare come ci si sente quando è a rischio il posto
Repubblica
«Come lavoratore, ho il più totale rispetto della protesta dei lavoratori del Regio, e non faccio fatica a immaginare come ci si sente quando è a rischio il proprio posto. È vero che in un momento nel quale ci sono intere fabbriche a rischio di chiusura e migliaia di persone in cassa integrazione si sarebbe tentati di dire che il teatro, e questo teatro in particolare, non sono strettamente necessari. Ma io credo invece che il Regio sia un pezzo importante della storia di Torino e che come tale vada mantenuto, anche in questo momento nel quale la cultura subisce tagli da tante altre parti. Bisogna combattere l´idea che si taglia ciò che appartiene al passato, sarebbe un sacrificio che fa perdere posti di lavoro e non contribuisce a salvarne altri».
