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PROCESSO: “IL GOVERNO ANTICIPI ALLE PARTI CIVILI I COSTI PER l’ESECUZIONE FORZATA DELLA SENTENZA DI CONDANNA AL RISARCIMENTO”.

luglio 18th, 2012

“Il Governo anticipi le somme necessarie a coprire i costi del procedimento di ‘esecuzione forzata’ fornendo tutta l’assistenza necessaria attraverso le strutture governative ai parenti delle vittime per far valere i loro diritti rispetto a quanto stabilito nella sentenza del processo Eternit”: è quanto richiesto dai Parlamentari del Partito Democratico On. Antonio BOCCUZZI ed On. Stefano ESPOSITO in una Mozione parlamentare relativa alla questione del mancato pagamento dei danni da parte degli imputati.
La Mozione è stata sottoscritta da tutti i Parlamentari piemontesi del PD e da oltre 100 Deputati di tutti i gruppi politici (tra i quali l’On. Osvaldo Napoli, PdL, l’On. Stefano Allasia, Lega, l’On. Marco Calgaro, Udc e l’On. Gaetano Porcino, IdV).
Il Tribunale di Torino ha condannato Louis Cartier de Marchienne e Stephan Schmidheiny a 16 anni di reclusione e al pagamento della provvisionale a favore delle parti civili, ovvero i familiari dei deceduti e numerosi enti locali (come il Comune di Casale), oltre a varie organizzazioni sindacali e di tutela ambientale, l’INAIL, l’INPS, l’Asl di Alessandria e la Regione Piemonte. Tali condanne prevedono importi di circa 35.000 euro per i malati di mesotelioma e di 30.000 per i familiari dei deceduti.
“Finora nessuno dei condannati ha pagato nulla - spiegano l’On. Antonio BOCCUZZI e On. Stefano ESPOSITO - i due imputati risiedono all’estero e non risultano avere proprietà in Italia. La soluzione può passare attraverso l’esecuzione forzata, ossia procedere ad un precetto esecutivo internazionale di sequestro di beni relativamente alle società che fanno capo allo svizzero Schmidheiny e alla belga Etex Group di De Cartier. Si tratta, però, di una procedura costosa, anche a causa della traduzione giurata della sentenza in tedesco e in fiammingo oltre che per le relative parcelle. Il costo si aggirerebbe intorno a 5.000 euro per ciascuna parte civile. Per questo riteniamo necessario e urgente un intervento del Governo, intanto perché si proceda alla traduzione della sentenza attraverso le ambasciate, e perché anticipi le somme per coprire il procedimento di ‘esecuzione forzata’ fornendo tutta l’assistenza necessaria attraverso le strutture governative ai parenti delle vittime per far valere i loro diritti rispetto a quanto stabilito nella sentenza”.

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