Archive

Archive for ottobre, 2012

INACCETTABILE LA SCELTA DI DISIRE IL CONTRATTO INTEGRATIVO PER I LAVORATORI CARREFOUR. BASTA USARE LA CRISI PER COLPIRE I DIRITTI E LO STIPENDIO DEI LAVORATORI.

ottobre 27th, 2012

Questa mattina i lavoratori del Carrefour de Le Gru di Grugliasco, hanno indetto uno sciopero per protestare contro la decisione dell’azienda di non sottoscrivere il contratto integrativo. La motivazione di tale scelta starebbe nella crisi che ha colpito il settore.

Con la nostra presenza abbiamo voluto rappresentare la nostra vicinanza ai lavoratori e alle loro giuste rivendicazioni, infatti non è accettabile che la crisi colpisca solo e sempre coloro che lavorano. Vogliamo ricordare che in questo comparto la liberalizzazione degli orari ha prodotto maggiori carichi di lavoro, domenica compresa, senza che a questo corrispondesse un aumento dei posti di lavoro.

Sul tema intraprenderemo una forte azione parlamentare, perchè non possiamo più accettare che dopo i sacrifici richiesti in questo ultimo anno ai lavoratori, il risultato di tutto siano ulteriori e inaccettabili sacrifici.

Stefano ESPOSITO
Antonio BOCCUZZI
Parlamentari PD

Raffaele BIANCO
Capogruppo PD Grugliasco

comunicati stampa

Boccuzzi, io deputato-operaio nel Palazzo “Subito la Procura nazionale sugli infortuni”

ottobre 5th, 2012

Concetto Vecchio - Repubblica
Antonio Boccuzzi a Montecitorio lo riconosci subito: è l’unico deputato con il codino. “Quando vi misi piede per la prima volta sprofondai nei divani del Transatlantico e pensai che questo posto aveva visto passare i grandi della patria, i Berlinguer, i Moro, assaporai incredulo quel momento, ma poi il primo provvedimento che ci toccò votare in aula fu il salva-Rete 4 e così fui subito riportato alla dura realtà”.
A fine legislatura, la peggiore di tutta la storia repubblicana, che bilancio traccia l’operaio Boccuzzi della sua permanenza nel Palazzo? “Ho cercato, per quanto possibile, di dare il mio contributo sulla sicurezza sul lavoro, perché io la tuta non me la sono mai tolta, e anche se ora sono in Parlamento l’odore della fabbrica non mi ha abbandonato, come quando, alla Thyssen, mi svestivo a fine turno e il puzzo acre ti rimaneva nelle narici”. Ha 39 anni ed è entrato in fabbrica a 18. Il 6 dicembre 2007 fu l’unico degli otto lavoratori della linea cinque a sopravvivere all’inferno di fiamme che divampò nell’ultimo impianto sideurgico di Torino 1. Se la cavò con ustioni di secondo grado al viso e alla mano destra. La sua fu la prima candidatura che Walter Veltroni ufficializzò per il Pd, il 16 febbraio 2008.
La settimana prossima Boccuzzi depositerà alla Camera un progetto di legge per l’istituzione di una Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro, un vecchio pallino del procuratore Guariniello. Una precedente mozione ottenne le firme di tutte le forze politiche. “Con un po’ di volontà potremmo farcela ad approvarla prima che si vada a votare”, dice ottimista. La necessità di una regia investigativa unica s’impone per questa sensibile differenza: al Nord i processi si celebrano, al Sud no. “Serve un pool, un metodo moderno che metta insieme competenze e professionalità, anche un solo infortunio, un solo decesso sul lavoro, è una sconfitta per la società”.
Nel 2011 i morti sul lavoro sono stati 920, in calo del 5,4 per cento rispetto ai 973 dell’anno precedente, ma la crisi ha influito sulla riduzione degli infortuni, considerato l’elevato numero di lavoratori posti in cassa integrazione o licenziati.
Un’altra battaglia che voleva fare, quella per l’istituzione della Giornata sulla sicurezza del lavoro il 6 dicembre, invece l’ha persa: “Ci sono state delle incomprensioni con l’Anmil, l’associazione dei mutilati, che celebra già una sua giornata la seconda domenica di ottobre. Loro pensavano che la mia iniziativa fosse sostitutiva, mentre io ritenevo che i due momenti potessero convivere, perché più parliamo di questi argomenti e meglio è”.
Non sa se sarà ricandidato, non ha più un lavoro, perché la Thyssen lo ha licenziato a giugno, “ma non voglio apparire quello che piange, se hai voglia di lavorare un posto lo trovi, certo dopo tutto quello che ho passato la fabbrica mi fa un po’ paura”. Guadagnava 1500 euro al mese, ora in tasca, tolti il contributo al partito (1500 euro), le spese per l’assistente, l’albergo dove vive vicino al Pantheon, gliene restano netti 4500. “Sarei un ipocrita se non dicessi che sono tanti soldi, ho estinto dei debiti, per il resto non è mutato nulla: non ho comprato casa, ho la stessa macchina, mi vesto come prima”. Nella classifica sulla produttività di Openpolis figura 303 esimo su 630 deputati, e ha un indice di presenze pari all’81,59%. Il boccone più amaro da buttare giù è stato il sì alla riforma delle pensioni e all’articolo 18: “Lì mi ha convinto Bersani”.
Quando lo candidarono in molti gli dissero che sarebbe stato solo un numero, uno che pigia il bottone in aula. “Non è stato così. Se uno ha qualcosa da dire gli spazi ci sono, si possono realizzare delle cose, però è innegabile che ci sono parlamentari che sono lì a loro insaputa. Sempre più spesso i banchi del Pdl sono vuoti, è la fotografia di un partito che sta morendo, ma quando c’era da difendere Berlusconi stavano lì ligi e compatti. È stato avvilente: il Paese crollava e noi eravamo costretti a votare che Ruby era la nipote di Mubarak. Ora è vero che si potrebbe lavorare di più, i lavori in Parlamento sono limitati dal martedì a giovedì, è poco, ma il lavoro del deputato poi dovrebbe proseguire sul territorio. Io ho girato l’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, per portare il mio mattoncino al miglioramento delle condizioni di sicurezza nelle fabbriche, con i famigliari dei miei compagni ci sentiamo spesso, anche più volte la settimana”.
La classe dirigente fa feste con maschere di maiali, esplode uno scandalo alla settimana, la corruzione permea le istituzioni, la fiducia nei partiti è crollata al 4 per cento. “E’ pesante dover far parte di una categoria tanto odiata, anche se la gente spesso si rivolge a me dicendomi “sei tra i pochi che si salvano là dentro”. Non è vero. Conosco un sacco di colleghi seri che lavorano con impegno, in silenzio, però l’antipolitica è alimentata dalla stessa politica: quel che è successo alla Regione Lazio offre praterie agli indignati: come dar loro torto?”.

rassegna stampa

FNAC: risposte per una sola domanda: il lavoro!

ottobre 4th, 2012