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IL GOVERNO INTERVENGA PER FARE CHIAREZZA SUL FUTURO DEI CENTRI FNAC

settembre 25th, 2012

Alla cortese attenzione di:
Prof. Corrado Passera, Ministro per lo Sviluppo Economico
Prof. Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
e p. c.
Francois-Henri Pinault, Presidente Pinault-Printemps-Redoute
IL GOVERNO INTERVENGA PER FARE CHIAREZZA SUL FUTURO DEI CENTRI FNAC
Egregi Ministri,
Egregio Presidente Pinault,
nel gennaio scorso è stata annunciato dal Gruppo PPR un piano di ristrutturazione che entro il 31 dicembre 2012 verrà a coinvolgere i punti vendita FNAC presenti sul territorio nazionale ( Torino, Milano, Napoli, Roma, Genova, Verona, Firenze), e i circa 600 lavoratori che vi prestano servizio. In un comunicato dell’undici gennaio la PPR, annunciando 80 milioni di risparmio nel 2012, affermava che «in Italia, dove non sussistono più le condizioni per operare in proprio, Fnac sta studiando tutte le opzioni e prenderà una decisione entro la fine dell’esercizio».
Dopo quel comunicato la proprietà francese non ha più fornito notizie in merito all’evoluzione delle loro decisioni, e le parole pronunciate da Eric Joselzon, direttore delle operazioni di Fnac Italia (”Per il momento di chiusura non se ne parla, stiamo studiando tutte le opzioni”), non chiariscono assolutamente nulla sulle intenzioni di PPR di continuare a investire in Italia e quindi sul rischio di chiusura dei punti vendita nel caso in cui non si riesca a individuare un compratore.
Questa situazione sta gettando nell’incertezza centinaia di lavoratori con le loro famiglie, e in particolare siamo preoccupati per l’impatto occupazionale su una realtà già in grave sofferenza come quella torinese, infatti ricordiamo che i negozi di Torino e Grugliasco occupano ben 80 lavoratori oltre agli operatori dell’indotto.
Per questo chiediamo al Governo di intervenire rapidamente, affinché la PPR faccia chiarezza sulle sue reali intenzioni.
Non è accettabile proseguire nell’assoluto silenzio né i lavoratori possono accontentarsi di generiche assicurazioni.
L’Italia non può essere considerato da nessun imprenditore come un Paese di transito, dove si investe per un po’ e poi lo si abbandona, eludendo totalmente qualsiasi responsabilità nei confronti dei dipendenti.
In attesa di un Vostro riscontro, Vi salutiamo cordialmente
On. Antonio BOCCUZZI
On. Stefano ESPOSITO
On . Giacomo PORTAS
On. Anna ROSSOMANDO
Parlamentari PD
Raffaele Bianco
Capogruppo PD Comune di Grugliasco

comunicati stampa

Fnac, sit in nella movida per evitare la chiusura

settembre 21st, 2012

MARIACHIARA GIACOSA - Repubblica
Appuntamento stasera alle nove in piazza Vittorio per salvare Fnac. I centoventi dipendenti dei due punti vendita della multinazionale francese hanno organizzato, nel bel mezzo della movida del venerdì sera, un sit in di protesta contro l´azienda che a gennaio ha annunciato di essere in crisi e a caccia di un compratore gettando un´ombra funesta sul futuro dei suoi megastore italiani. Da allora non ha più dato comunicazioni ufficiali. «Non sappiamo niente - spiegano i dipendenti - e l´azienda deve darci delle risposte». La scadenza è infatti il 31 dicembre, termine entro il quale il gruppo Ppr, che oltre a Fnac possiede anche brand di lusso come Bottega Veneta e Gucci, deve decidere se chiudere i punti vendita in Italia o venderli. Ammesso che qualcuno li compri e la congiuntura economica generale, e del settore, certo non aiuta. Ecco perché da qualche mese i 120 dipendenti dei negozi di via Roma a Torino e di Le Gru a Grugliasco sono in agitazione, insieme agli altri colleghi italiani. E anche all´estero le cose non vanno meglio: in Francia i lavoratori a marzo addirittura hanno sequestrato per sette ore il responsabile delle librerie della capitale.
E dopo le proteste di Milano, Firenze e Roma, in occasione delle Vogue Fashion´s Night Out, stasera la mobilitazione arriva a Torino. Hanno invitato istituzioni, personaggi dello spettacolo, dalla Litizzetto ai Subsonica, e contano soprattutto sulla partecipazione del clienti. Quella galassia di appassionati di musica, libri e tecnologia che negli anni ha fatto dei negozi Fnac uno dei punti di riferimento della vita culturale della città.
Prima del sit in i lavoratori incontreranno il vice sindaco Tom Dealessandri per chiedere, come spiega il segretario della Uiltuc Piemonte, Cosimo Lavolta «il massimo impegno per proteggere questi lavoratori e le loro famiglie». I sindacati aspettano la convocazione di un tavolo nazionale e ieri anche i parlamentari del Pd Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi hanno sollecitato l´azienda a fare chiarezza. «Siamo di fronte a una nuova potenziale grave situazione - dicono - in città già duramente colpite dalla crisi».
Fnac per ora non risponde e si limita ad annunciare che entro i prossimi 15 giorni incontrerà i vertici istituzionali delle città in cui hanno sede i punti vendita, compreso l´assessore regionale al lavoro Claudia Porchietto, che già a giugno aveva già incontrato i vertici aziendali per avere certezze sul futuro degli addetti piemontesi.

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