Archive

Archive for settembre, 2011

Italia sull’orlo del baratro

settembre 23rd, 2011

Nulla è per sempre, anche se perlomeno dovrebbero ancora esistere gli ideali, e non dovrebbero essere soltanto patrimonio utopico, trattati alla stregua di obsoleto orpello appartenente a pochi che nell’ottica dei “molti” appaiono come illusi, nostalgici di qualcosa che non esiste più, di qualcosa che appartiene al passato, oramai inesistente.
Ma esistono… esistono ancora. Non ci saranno più i padri, ma ci sono i figli, eredi di un lascito pesante, obbligati a dimostrare che non hanno imparato solo vizi e tare! Ma pregi e virtù, elementi di distinzione tra gli uomini e gli ominicchi.
Per questo motivo non è comprensibile e tollerabile un tale giro su se stessi, un triplo carpiato che fa transitare il pensiero da una visione ed un’idea antiberlusconiana, a quella del pensiero berlusconiano che vede il cavaliere disegnato come un grande statista o addirittura salvatore della patria.
Transfughi, da partito a partito, prigionieri del nonsense, che forse per loro un senso ce l’ha. Irresponsabili dalla responsabilità limitata, individuale, che fa salire rabbia a chi li contempla .
Certo non perdiamo la luna per mirare il dito, ma oggi c’è anche questo aspetto, una valutazione che richiede comunque una seria riflessione, figlia di una legge elettorale “porcata” che allontana eletti ed elettori.
Ma nonostante un parlamento di nominati, chi possiede una morale, un’etica ed un ideale dovrebbe ribellarsi e aberrare un’idea che sottende ad ubbidire supini ad un’assurda legge della sopravvivenza, sintomo di chi vuol detenere il potere per sistemare i propri affari a costo anche del Paese stesso .
Chi sosteneva al momento della sua discesa in politica di amare il suo Paese può aver tramutato in modo tanto radicale questo suo sentimento, non solo definendolo un Paese di merda, ma dimostrando un sentimento lesivo nei suoi confronti. Questo assurdo trascinamento sta conducendo la nostra nazione nel baratro. Può un uomo tentare di mutare il suo destino ponendo sull’altare del sacrificio i suoi connazionali? Evidente se questo uomo si chiama Berlusconi può…
Accanto a tutto ciò c’è una suggestione interessante legata a quanti hanno rinnegato e ogni volta che pigiano quel pulsante continuano a rinnegare la propria coscienza e soprattutto la propria dignità. Vittime consapevoli del loro carnefice, a cui hanno donato la loro anima; costretti a credere che la vera democrazia è quella che ti costringe a tenere al Governo chi non ha più la fiducia della maggioranza dei cittadini, dimentichi che nella patria della democrazia, l’Inghilterra, la signora Margaret Thatcher (la lady di ferro!!) e Tony Blair sono stati entrambi esautorati dall’incarico di Primo Ministro non dal voto dei cittadini inglesi, o dalla maggioranza parlamentare, ma dai loro rispettivi partiti! Perché dove i partiti non sono aziende si ha tutto l’interesse a cambiare capo quando si ritiene che perderà le elezioni successive. Nelle aziende familiari invece, non si possono cambiare i padroni del vapore !

comunicati stampa

Le vite spezzate di Arpino

settembre 14th, 2011

Quanto accaduto ad Arpino in provincia di Frosinone, non può e non deve essere soltanto l’ennesima tragedia di cui si parla per lo spazio di un momento che non è possibile quantificare tanto è irrilevante. Certo,il nostro Paese, così come il resto d’Europa vive oggi un grave momento, ma questo non può essere l’ennesimo alibi che oscura tragedie e drammi di vite spezzate, portate via, sacrificate al lavoro. Il lavoro, mezzo un tempo per realizzare i sogni .
Oggi il sogno è il lavoro stesso.
Mio padre arrivò a Torino con il sogno in tasca di riuscire a trovare un posto in quella che allora era ancora considerata una grande “mamma” la Fiat.
I giovani di oggi vivono costantemente con l’incubo del termine di innumerevoli e infiniti contratti e a questa esigenza ,alla conferma di quei contratti sacrificano anche la loro incolumità,la loro sicurezza.
Tutto ciò non è accettabile in un Paese che vuol mantenere un minimo di parvenza di civiltà.
Occorre che tutte le forze politiche e sociali tornino in maniera prepotente sull’argomento ,esigendo e costruendo percorsi per la corretta e piena applicazione delle leggi,che nonostante lo squallido tentativo di totale arretramento da parte di questa maggioranza,siamo riusciti a mantenere in piedi.
Cari amici e compagni di articolo 21 ,credo sia arrivato il momento di rimettere in marcia la carovana per il lavoro sicuro ,da troppo tempo ferma. La tragedia che si è consumata ieri ad Arpino richiama tutti ,ma noi non lo abbiamo dimenticato neppure per un istante ,ad un’attenzione e a sollecitazioni nuove e vigorose verso questo governo ,che reo di occuparsi solo dei guai giudiziari del premier ,esclude dalla propria agenda politica i problemi del lavoro e della sicurezza sullo stesso .
Se fosse sufficiente volersi bene ,come pensa il ministro Sacconi,per scampare a infortuni sul lavoro,vivremmo probabilmente nel migliore dei mondi possibile ,ma i racconti e le favole, lasciamoli a chi sa scriverli e raccontarle, noi abbiamo bisogno di ben altro.

comunicati stampa

La nuova mossa dei quarantenni contro i D’Alema e le vecchie glorie del Pd

settembre 10th, 2011

Claudio Cerasa - IlFoglio

Pochi giorni dopo aver fatto sbuffare i vertici del Pd per aver firmato un documento critico con lo sciopero generale indetto martedì scorso dalla Cgil di Susanna Camusso, ieri alcuni quarantenni democratici hanno sottoscritto un nuovo testo destinato a far discutere il partito guidato da Pier Luigi Bersani. La notizia è che sette deputati del Pd (Dario Ginefra, Francesco Boccia, Stefano Esposito, Paola De Micheli, Antonio Boccuzzi, Giacomo Portas e Pier Fausto Recchia, tutti quarantenni) hanno depositato in Parlamento un disegno di legge che piacerà ai Matteo Renzi e ai Pippo Civati ma che farà di sicuro imbufalire i Massimo D’Alema, i Walter Veltroni, le Rosy Bindi, le Anna Finocchiaro, i Giuseppe Fioroni e tutti gli altri parlamentari del Pd (in tutto sono 89 su 206) che in questa legislatura hanno usufruito della deroga sul limite di tre legislature previsto nello statuto democratico. La novità è che, a differenza di ciò che prevede il regolamento pd, la proposta dei quarantenni renderebbe obbligatorio per tutti il rispetto della norma senza possibilità di servirsi più di alcun tipo di deroga. Per tutti: compreso Bersani (eletto in Parlamento per la terza volta nel 2008 e che qualora il ddl fosse approvato in questa legislatura, cosa difficile, non potrebbe essere iscritto nelle liste alle prossime elezioni).

“Questo disegno di legge - dice Dario Ginefra, primo firmatario del ddl - non è pensato contro qualcuno ma rappresenta più che altro un segnale che lanciamo dentro e fuori il nostro partito per far capire che è arrivato il momento di dare spazio senza ipocrisie alle nuove generazioni della nostra classe politica. Tutti qui si riempiono la bocca con la parola ‘rinnovamento’, compreso Alfano, ma noi ora crediamo che sia importante vedere chi vuole contribuire a far cambiar faccia al sistema politico italiano. E la sfida, ovvio, riguarda anche la dirigenza del Pd”.

Nonostante le buone intenzioni, la nuova iniziativa dei quarantenni del Pd ha contribuito a far crescere nel partito il sospetto che dietro il discorso sul “rinnovamento” si nasconda in realtà un ragionamento più strutturato legato alla costruzione di una vera alternativa all’attuale classe dirigente del Pd. Un’alternativa che al momento resta confinata nell’ambito di una tradizionale proposta di “agenda riformista” da offrire a beneficio del Pd (vedi le posizioni critiche con la Cgil e vedi le firme raccolte dai quarantenni per il referendum sul Mattarellum nonostante la contrarietà di Bersani) che potrebbe però tradursi in sostegno a un leader diverso dall’attuale (Nicola Zingaretti?) qualora il partito dovesse decidere di convocare un congresso straordinario prima delle prossime elezioni - anche se al momento l’ipotesi è solo un sogno di una parte della componente di minoranza del Pd. “L’unica cosa certa - dice Stefano Esposito, deputato del Pd - è che nel nostro partito qualcuno offra quanto prima delle risposte serie sul tema del ricambio. E’ vero: con la nomina di Alfano alla guida del Pdl si è innescato un processo che ci ha costretti a fare un salto di qualità su questo argomento e non è un mistero che noi quarantenni ci stiamo organizzando per non deludere su questo tema i nostri elettori. Lo so: forse ci accuseranno di essere rottamatori, forse ci diranno anche che siamo loffi. Ma pazienza. L’importante è che sia chiaro che, sia a destra sia a sinistra, non è accettabile che le vecchie glorie tengano in ostaggio i partiti per tutta la vita”.

Senza categoria