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Archive for febbraio, 2009

Ma tutte le sconfitte non sono colpa sua

febbraio 19th, 2009

La Stampa

«Sto vivendo con molta amarezza questo momento»: Antonio Boccuzzi, 35 anni, uno degli operai che si sono salvati dalla tragedia della ThyssenKrupp del dicembre 2007, in Parlamento per il Partito democratico dallo scorso aprile, è uno dei simboli del rinnovamento veltroniano.

Con le dimissioni del segretario finisce un’epoca e si rischia il fallimento di un progetto?

«Questo non è il tramonto di un progetto: ci sono considerazioni da fare e decisioni da prendere, ma il Pd andrà avanti. Sono però molto amareggiato dalla decisione di Veltroni, anche perché non mi sento di imputare a lui tutte le colpe delle sconfitte. In Italia si dà credito soprattutto a una politica urlata e fatta di slogan: Veltroni ha voluto intraprendere una linea nuova e diversa, ed è questa la strada giusta».

Si sente di lanciargli un appello?

«Resti segretario del Partito democratico. Ho creduto in lui e nel progetto di questo partito, e in tutte le piazze in cui l’ho accompagnato ho trovato un grande entusiasmo, l’ultima volta una decina di giorni fa».

Lei è considerato uno dei giovani del Pd: si parla tanto di rinnovamento generazionale, cosa dovreste fare voi, adesso, per realizzarlo?

«Prima di tutto prendere coscienza di ciò che sta accadendo, la situazione politica e reale del Paese, e pensare quindi a un progetto politico in cui i giovani abbiano un ruolo importante. E poi trovare il coraggio di esporsi di più, non solo quando c’è da contestare, ma anche per proporre».

PD

Il Pd day fa tappa a Mirafiori

febbraio 17th, 2009

 

VERA SCHIAVAZZI - Repubblica

«Perché non venite più spesso?». Così, tra l’altro, gli operai che entravano e uscivano ieri al cambio turno dalla porta 2 della Fiat Mirafiori hanno accolto parlamentari e dirigenti del Pd torinese venuti a distribuire volantini in uno degli ultimi appuntamenti - dopo la Indesit, le Molinette, i mercati e molte altre fabbriche - dei tre giorni di mobilitazione straordinaria sulla crisi economica. Una delegazione di tutto rispetto, quella che si è mobilitata per la Fiat, l’azienda simbolo della città: c’erano il segretario regionale Gianfranco Morgando, i parlamentari Anna Rossomando, Antonio Boccuzzi e Magda Negri, il segretario cittadino Carlo Chiama e il suo predecessore di vent’anni fa Giorgio Ardito, oggi presidente dell’Atc. 

I cancelli della Fiat, si sa, non sono più quelli di una volta: la gente entra e esce di gran corsa, i numeri stessi della fabbrica sono enormemente calati e dove passavano migliaia di lavoratori oggi ce ne sono poche centinaia, decine. Ma pochi rifiutano il foglio col simbolo dei Democratici. 

«Forse - riflette ad alta voce Morgando mentre distribuisce il volantino contro i provvedimenti tardivi e insufficienti del governo Berlusconi - questo non è più un luogo dove fare propaganda o tenete comizi, ma resta uno snodo simbolico, importantissimo per confrontarsi e per ascoltare. Siamo stati in questi giorni davanti a molti luoghi di lavoro, ovunque c’è grande allarme per il futuro del nostro territorio e la sensazione che chi deve decidere sulle sorti del sistema economico e produttivo italiano non sappia farlo o non sia in grado di intervenire in modo tempestivo. Qui a Mirafiori però la preoccupazione è ancora più forte che altrove, si vive uno stato di sospensione, di incertezza, come se non ci fosse più tempo da perdere e tuttavia non si vedessero soluzioni». 

«Con iniziative come questa - aggiunge Anna Rossomando - il Pd dimostra di essere concretamente presente nei luoghi del lavoro e di saper prendere la parola nel merito della crisi e dei temi che la compongono. Lo abbiamo fatto oggi, lo faremo con altre iniziative dedicate specificamente all’automobile». E Antonio Boccuzzi, l’operaio scampato al rogo dell´acciaieria Thyssen e voluto da Walter Veltroni in Parlamento, sottolinea la necessità che il Pd torni quotidianamente davanti alle fabbriche: «Ce n’è bisogno, c’è attenzione e rispetto per le nostre proposte. Ma io dico che anche se qualcuno ci contestasse bisognerebbe esserci lo stesso: è questo il nostro posto, le nostre radici e il nostro futuro, come è chiaro a chiunque veda la debolezza di un governo che non sa da che parte cominciare per affrontare una situazione tanto grave».

lavoro, torino ,

Testo unico della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

febbraio 12th, 2009

Ritengo fondamentale,doveroso,indispensabile pubblicare sul mio blog l’intero testo unico della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro,oggi legge 81.

Mi spinge a questa sentita esigenza, anche l’atteggiamento di un poco illuminato governo che fa solo proclami nei momenti dell’elaborazione del lutto per la morte di un lavoratore, ma poi in totale assenza di senso civile tenta in modo prepotente e allo stesso tempo silenziosamente insidioso di smontare quanto di buono in questa direzione è stato fatto dal governo Prodi, ed in particolar modo dal ministro Damiano.

In qualità di responsabile della materia legata alla sicurezza sul lavoro all’interno della commissione lavoro del PD, ho voluto sottoporre a tutti la legge che regolamenta la stessa, per poter insieme costruire un percorso costruttivo con una discussione aperta, anche con suggerimenti che possano riguardare eventuali migliorie;ritengo infatti che una materia tanto vasta e complicata, non sia scevra da eventuali aggiustamenti, anzi, ma gli stessi devono avvenire in corso di applicazione della legge e non con un provvedimento blitz che limiti e renda ancor più delicata la già difficile battaglia contro chi muore al lavoro.

Trovate qui il testo

lavoro ,

Pensieri per Articolo 21

febbraio 12th, 2009

Quella contro le morti e gli incidenti sul lavoro è la vera emegenza sicurezza .

E’ un’autentica guerra culturale,sociale e politica.

Alcuni importanti provvedimenti,varati negli ultimi anni,sembrano andare nella giusta direzione,fino all’approvazione del testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro,oggi legge 81.

La nuova legge dà maggiore forza ai Rappresentanti dei Lavoratori,soprattutto a quelli che operano nelle piccole imprese,responsabilizza gli imprenditori committenti su tutto il ciclo lavorativo e in particolare nei confronti delle aziende appaltatrici,introduce misure di sostegno,assistenza,formazione e informazione nei confronti delle aziende appaltatrici,introduce misure di sostegno,assistenza,formazione e informazione nei confronti delle imprese,promuove la formazione nelle scuole.

v orrei ricordare le parole del Presidente Napolitano in uno dei suoi numerosi interventi sul fenomeno delle morti sul lavoro:

“E’ doveroso tenere viva l’attenzione al fenomeno,non demordere nell’allarme sulla sua gravità sociale,applicare e migliorare le norme legislative.E’,questo,un obiettivo di civiltà che dobbiamo al sacrificio dei tanti caduti,mutilati ed invalidi sul lavoro”.

Anche il Presidente del Senato nel suo messaggio inviato all’ANMIL sottolinea la persistente gravità del fenomeno infortunistico:

“La sicurezza dei lavoratori rappresenta una priorità assoluta per il nostro Paese.

Questa consapevolezza deve spingerci ad un costante impegno per valorizzare e diffondere tra i cittadini una cultura di maggior attenzione e precauzione negli ambienti lavorativi,dare l’attuazione delle norme a tutela della salute e della vita dei lavoratori deve essere piena ed efficace.”

Su queste ultime parole in particolare vorrei soffermarmi : ” attuazione delle norme ” .

Oggi si discute in Senato il Ddl S 1305-conversione in legge del decreto legge 30 dicembre 2008,n.207.

A tale provvedimento sono stati presentati 60 emendamenti,tra cui 2 emendamenti del senatore della lega nord Mauro Bodega,che prevedono l’eliminazione dell’Rls nelle aziende con meno di 15 dipendenti.

Sono perplesso,amareggiato,inverosimilmente contrariato dall’atteggiamento di questo Governo nei confronti del lavoro in generale,e soprattutto della sicurezza sul lavoro.

Ogni giorno quattro lavoratori perdono la vita nei luoghi di lavoro,dove si recano per guadagnare ciò che gli permette di sostenere se stessi e la propria famiglia.

Non ci si può riempire la bocca ,così come si è fatto in questi giorni,del “diritto alla vita”,e contemporaneamente con azioni discutibili abbassare le tutele della stessa.

Dall’inizio di questa legislatura,numerosi sono stati i tentativi di questa maggioranza di deregolamentare il mercato del lavoro,come con la defiscalizzazione degli straordinari (legge 126/24 del luglio 2008);con la direttiva del Ministero del Lavoro che indebolisce i servizi ispettivi del Ministero stesso e dell’INPS;con il decreto 112,approvato con la manovra economica di fine luglio 2008,che aumenta precarietà e insicurezza,a cominciare dalla cancellazione della legge contro i licenziamenti in bianco.

Mi auguro che il Presidente Schifani coerente con quanto affermato nel suo messaggio,,prenda una posizione dura e condanni questi infelici tentativi da parte della maggioranza di demolire la legge 81,e soprattutto il tentativo di abbassare le tutele in quelle realtà più piccole dove l’esigenza delle stesse è più forte .

Condanno con forza questo atteggiamento che mira ad indebolire i lavoratori e soprattutto lede quello che dovrebbe essere un sacrosanto diritto in un Paese civile,il diritto ad un lavoro sicuro.

lavoro , ,

Proposta di legge Brunetta

febbraio 6th, 2009

Ciao a tutti, la settimana prossima, mi troverò a discutere in aula la proposta di legge presentata dal ministro Brunetta che riguarda il pubblico impiego. QUI trovate la proposta di legge, mi farebbe piacere ricevere vostri commenti e vostre note, in modo da inserire poi i vostri pareri e commenti all’interno del discorso che sto preparando. Potete scrivere direttamente al mio indirizzo di posta boccuzzi_a@camera.it

Grazie

torino

Interpellanza Urgente

febbraio 1st, 2009

Assieme a tutti gli altri deputati del Partito Democratico Piemontese, abbiamo presentato questa interpellanza urgente sul mondo dell’auto! Vi invito a leggerla

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico - Per sapere - premesso che:  

la grave crisi economica e finanziaria si sta manifestando in tutta la sua inedita gravità e le prospettive per il nostro paese sono state precisate dalla Commissione europea, prevedendo una decrescita dell’ordine del 2 per cento nel prossimo anno, recessione, che interesserà tanto la grande industria quanto il sistema delle piccole e medie imprese; 

i Governi dei principali Paesi industrializzati hanno adottato impegnativi programmi di sostegno dell’economia e, in particolare, del sistema industriale; 

nell’ambito dei suddetti piani, Paesi europei come la Germania, Francia, la Spagna, la Svezia e in ambito extra UE, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, il Canada, hanno già adottato o hanno allo studio misure specifiche per il sostengo del comparto automobilistico, per il finanziamento dei quali vengono stanziate ingenti risorse finanziarie;  

in un mercato sempre più integrato a livello mondiale, il giusto richiamo all’esigenza di non incorrere in misure distorsive, scaturenti da iniziative isolate e non coordinate, almeno a livello europeo, sollecita l’adozione anche nel nostro paese di interventi finalizzati a facilitare e favorire un profondo processo di innovazione in senso ambientale del comparto automobilistico; 

la rilevanza del comparto automobilistico, sia in termini di occupazione diretta e indiretta, sia per fatturato e per la funzione di traino per la ricerca e l’innovazione in molti settori produttivi, merita attenzione e impegno politico, tanto nelle politiche nazionali quanto in sede europea; 

i dati del mese di dicembre evidenziano che, a fine anno, 45 mila lavoratori sono in cassa integrazione in Piemonte. L’industria automobilistica, come nel resto del mondo, sta pagando un prezzo particolarmente alto: ai 5400 operai di Mirafiori in cassa integrazione tra dicembre e gennaio si aggiungono 2000 impiegati che la inizieranno a febbraio. L’intero gruppo Fiat ha previsto in queste settimane, considerando tutte le sedi italiane, la messa in cassa integrazione di circa 50 mila lavoratori. Il calo drastico delle vendite (meno 23% secondo i dati di novembre) e della produzione (meno 46%  rispetto allo stesso mese del 2008) è in linea con quanto sta avvenendo negli altri paesi, evidenziando, all’interno della più generale crisi, un problema specifico che riguarda il settore automobilistico a livello mondiale. L’industria dell’auto è la vittima principale della crisi economica, per il peso che ha nella formazione del PIL (in Italia il settore automotive contribuisce al PIL per circa il 14%) e nella composizione dell’occupazione di molti paesi (in Italia i dipendenti del settore sono circa un milione di addetti; 

la mancata adozione di misure governative risulta particolarmente grave per Torino e per il Piemonte, cuore dell’industria automobilistica italiana, non soltanto per la presenza di FIAT, ma per il peso rivestito da un indotto di piccola e media impresa del settore, che è il suo fulcro produttivo. Il ridimensionamento del comparto dell’automobile avrebbe dunque effetti drammatici, con conseguenze immediate di disoccupazione e crisi sociale, impoverimento del tessuto di piccole e medie imprese, cui si aggiungerebbero rischi di prospettiva per l’intero sistema industriale italiano; 

l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze delle imprese del settore automobilistico e motociclistico, rappresenta una necessaria, seppur tardiva, presa d’atto della difficoltà che registra il comparto, ma dovrà essere una sede in cui coinvolgere tutti gli attori, a cominciare dalle organizzazioni sindacali;

la complessità della crisi richiede una strategia complessiva che metta in campo un ventaglio di misure che favorisca un profonda innovazione del settore, dei comportamenti dei consumatori e dell’azione delle pubbliche amministrazioni, nazionali e locali; 

in particolare, sembra necessario assicurare interventi che prevedano: la proroga e il potenziamento dei bonus ecologici per la rottamazione di vecchie auto con acquisto di vetture almeno euro 4; l’individuazione di forme di garanzia per la concessione di crediti al consumo automobilistico; l’introduzione di un organico sistema di incentivi alla ricerca ed allo sviluppo tecnologico del settore, che favorisca l’innovazione dei prodotti in chiave di compatibilità ecologica ed ambientale; la destinazione di risorse adeguate per assicurare il rinnovo completo del parco-auto degli Enti pubblici entro due anni e degli autobus per il trasporto pubblico locale, sostituendo i mezzi con vetture ecologiche; 

allo stesso tempo, è necessario mettere in campo specifiche misure congiunturali di sostegno dell’occupazione per gli addetti del settore, tra cui le più urgenti appaiono: a) la possibilità di aumentare le settimane di CIGO; b) la tempestività dell’assegnazione di risorse, alle Regioni ed in particolar modo al Piemonte, per la gestione della CIGS in deroga. Al 31/12/2008 le risorse sono state esaurite e, se non se ne assegnano di nuove, c’è il rischio che, nell’incertezza del diritto, le aziende procedano al licenziamento; c) il superamento o una nuova definizione dei tetti della CIG per impedire che operai e impiegati, costretti a lunghi periodi di cassa, si avvicinino o superino la soglia di povertà; d) mobilità e disoccupazione in deroga per supportare chi ha già perso il lavoro o non si vedrà rinnovato il contratto. I dati riportano un aumento dei lavoratori licenziati e iscritti in liste di mobilità senza indennizzo (+18%) e un numero consistente di precari che non hanno i requisiti per la disoccupazione; e) procedure semplificate per l’adozione di contratti di solidarietà al fine di assicurare il mantenimento delle competenze della forza lavoro; 

la trattativa in atto tra Governo, Regioni ed Unione Europea volta all’impiego delle risorse del Fondo Sociale Europeo a copertura dei costi della Cassa Integrazione in deroga, ben lungi dall’avere un effetto positivo, causerà in Piemonte la crisi occupazionale di un settore come quello della Formazione Professionale, che occupa 3000 dipendenti e 9000 collaboratori e che è strategico per gestire l’attuale fase di crisi e  favorire l’inserimento o il reinserimento dei giovani e degli adulti disoccupati nel mercato del lavoro - 

come valuti la situazione che si è venuta a determinare per il comparto industriale automobilistico e più in generale della mobilità, anche alla luce della mancata proroga delle misure di sostegno, già adottate negli scorsi anni, che sta mettendo a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro; 

quali iniziative intenda assumere al fine di arrivare a definire una strategia per garantire la tenuta del settore automobilistico nazionale ed europeo, favorendone altresì la difesa dei livelli occupazionali nonché l’evoluzione in senso compatibile con l’ambiente, quale occasione di sviluppo e investimento. 

lavoro , ,