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	<title>Antonio Boccuzzi Blog</title>
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	<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 07:22:44 +0000</pubDate>
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		<title>“IL GOVERNO INTERVENGA CON URGENZA PER SCONGIURARE ALTRE RITORSIONI”</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 12:17:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
“Il Governo intervenga con urgenza al fine di scongiurare altre possibili ritorsioni dei vertici aziendali nei confronti dei lavoratori e si adoperi, per quanto di sua competenza, affinché il ritiro dei licenziamenti da parte del gruppo di Torino sia condizione indispensabile al fine di avviare un serio confronto con le parti in relazione alle decisioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">“Il Governo intervenga con urgenza al fine di scongiurare altre possibili ritorsioni dei vertici aziendali nei confronti dei lavoratori e si adoperi, per quanto di sua competenza, affinché il ritiro dei licenziamenti da parte del gruppo di Torino sia condizione indispensabile al fine di avviare un serio confronto con le parti in relazione alle decisioni di politica industriale del gruppo Fiat recentemente annunciate, ed evitare l’inasprimento del clima sociale e politico in un momento così delicato per la produzione del settore”: queste le richieste avanzate in un’Interrogazione che il PD ha rivolto al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali relativamente alle vicende dei cinque lavoratori licenziati dalla Fiat in una sola settimana (in quattro casi si tratta di delegati sindacali: tre della Fiom e uno del coordinamento dello Slai Cobas). L’Interrogazione, presentata da Antonio BOCCUZZI e <a href="http://www.stefanoesposito.net">Stefano ESPOSITO</a>, è stata sottoscritta dai Deputati piemontesi del PD Cesare DAMIANO, Mimmo LUCA’, Giorgio MERLO, Anna ROSSOMANDO, Mario LOVELLI ed Elisabetta RAMPI, e da numerosi altri Parlamentari in rappresentanza di varie Regioni italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Spiegano i Parlamentari del PD: “Il Ministro Sacconi, in relazione agli annunciati licenziamenti ha dichiarato che ‘c’è un clima di relazioni industriali che devono risolvere le parti tra di loro’, sostenendo poi in successive dichiarazioni le motivazioni dell’azienda in riferimento ai ‘gravi episodi di interruzione della produzione’. Fino ad ora il Governo non si è mai messo nella condizione di poter chiedere chiare garanzie occupazionali per i lavoratori interessati e per scongiurare la delocalizzazione produttiva, anche al fine di mantenere i poli di ricerca e innovazione che hanno reso la nostra industria automobilistica tra i leader mondiali del settore. Solo in seguito dell’annuncio dei vertici Fiat di spostare parte della produzione in Serbia il Ministro del lavoro ha convocato un tavolo delle parti a Torino”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">On. Antonio BOCCUZZI</p>
<p style="text-align: justify;">On. Stefano ESPOSITO</p>
<p style="text-align: justify;">Deputati PD Piemonte</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">TESTO DELL’INTERROGAZIONE</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per sapere, premesso che</p>
<p style="text-align: justify;">sono cinque i di lavoratori licenziati dalla Fiat in una sola settimana, ed in quattro casi si tratta di delegati sindacali: tre della Fiom ed uno del coordinamento dello Slai Cobas;</p>
<p style="text-align: justify;">una situazione di tensione che si è determinata tra l’azienda, i lavoratori e i sindacati, a seguito del referendum del 22 giungo svoltosi presso lo stabilimento di Pomigliano dove il 40 per cento dei lavoratori ha detto &#8216;no&#8217; all&#8217;accordo separato tra Fiat e sindacati Cisl e Uil;</p>
<p style="text-align: justify;">i licenziamenti sono partiti il 13 luglio, quando un delegato della Fiom di Mirafiori – Pino Capozzi - ha ricevuto una lettera di sospensione per aver usato l&#8217;e-mail aziendale per diffondere un volantino di solidarietà agli operai di Pomigliano, alla vigilia del referendum, da parte dei lavoratori di Tichy, lo stabilimento polacco dove attualmente si produce la Panda ; nella lettera si contestava l’utilizzo del mezzo aziendale per l’invio della mail ma soprattutto di aver minato l’azienda, aver rotto il rapporto di fiducia e di aver denigrato l’azienda e chi ne rappresenta il vertice</p>
<p style="text-align: justify;">il venerdì successivo, l’ultimo giorno di sospensione, il lavoratore si recava in azienda a fornire giustificazioni verbali;</p>
<p style="text-align: justify;">in maniera anomala rispetto alle consuetudini, anziché ricevere una racc. A/R o un telegramma, il giorno successivo alle ore 10.00 una telefonata da parte dell’ufficio personale invitava il lavoratore a presentarsi in azienda senza usare il badge e senza andare in ufficio. Una volta recatosi presso l’Ufficio del personale al lavoratore veniva notificata la lettera di licenziamento con le stesse identiche motivazioni della sospensione nonostante le giustificazioni;</p>
<p style="text-align: justify;">il 14 e&#8217; stata la volta di tre operai del reparto montaggio della Fiat di Melfi (Potenza), due dei quali delegati sindacali accusati dall&#8217;azienda di aver bloccato un carrello robotizzato, durante un corteo interno , mentre qualche giorno più tardi la lettera di licenziamento veniva inviata ad un lavoratore dello stabilimento di Termoli;</p>
<p style="text-align: justify;">pochi giorni dopo l’invio di tali provvedimenti i vertici della Fiat hanno annunciato la possibilità di destinare la produzione della nuova monovolume, anziché agli stabilimenti Mirafiori di Torino a nuovi impianti da realizzare in Serbia;</p>
<p style="text-align: justify;">il Ministro Sacconi, in relazione agli annunciati licenziamenti ha dichiarato che “ c&#8217;e&#8217; un clima di relazioni industriali che devono risolvere le parti tra di loro:”, sostenendo poi in successive dichiarazioni le motivazioni dell’azienda in riferimento ai “gravi episodi di interruzione della produzione;</p>
<p style="text-align: justify;">fino ad ora il Governo non si è mai messo nella condizione di poter chiedere chiare garanzie occupazionali per i lavoratori interessati e per scongiurare la delocalizzazione produttiva, anche al fine di mantenere i poli di ricerca e innovazione che hanno reso la nostra industria automobilistica tra i leader mondiali del settore;</p>
<p style="text-align: justify;">solo in seguito dell’annuncio dei vertici Fiat di spostare parte della produzione in Serbia il Ministro del lavoro ha convocato un tavolo delle parti a Torino.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Se non ritenga di dover intervenire con urgenza al fine di scongiurare altre possibili ritorsioni dei vertici aziendali nei confronti dei lavoratori ;</p>
<p style="text-align: justify;">se non ritenga, di doversi adoperare, per quanto di sua competenza, affinché il ritiro dei licenziamenti da parte del gruppo di Torino sia condizione indispensabile al fine di avviare un serio confronto con le parti in relazione alle decisioni di politica industriale del gruppo Fiat recentemente annunciate, ed evitare l’inasprimento del clima sociale e politico in un momento così delicato per la produzione del settore.</p>
</div>
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		<title>Sui diritti degli operai, non si agisce alla Brunetta</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 16:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[fiat]]></category>

		<category><![CDATA[pomigliano]]></category>

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		<description><![CDATA[Sui diritti degli operai, non si agisce alla Brunetta 
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;" title="View Sui diritti degli operai, non si agisce alla Brunetta on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/33552906/Sui-diritti-degli-operai-non-si-agisce-alla-Brunetta">Sui diritti degli operai, non si agisce alla Brunetta</a> <object width="100%" height="500" data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="id" value="doc_407590250827947" /><param name="name" value="doc_407590250827947" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="FlashVars" value="document_id=33552906&amp;access_key=key-b4lgpd1cmkkyp4z0pdw&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><param name="src" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Inaccettabile chiusura di Palazzo Chigi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 18:23:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il Pd sostiene l&#8217;obiettivo dei lavoratori Eutelia di riaprire il confronto con la presidenza del Consiglio, senza attendere i tempi della magistratura. E&#8217; inaccettabile la posizione di chiusura espressa dalla nota di Palazzo Chigi: centinaia di persone attendono insieme alle loro famiglie di sapere come potrà essere il loro futuro. La vertenza giudiziaria farà il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Il Pd sostiene l&#8217;obiettivo dei lavoratori Eutelia di riaprire il confronto con la presidenza del Consiglio, senza attendere i tempi della magistratura. E&#8217; inaccettabile la posizione di chiusura espressa dalla nota di Palazzo Chigi: centinaia di persone attendono insieme alle loro famiglie di sapere come potrà essere il loro futuro. La vertenza giudiziaria farà il suo corso, intanto il governo torni a sedersi al tavolo delle trattative insieme a lavoratori e sindacati si assuma la responsabilità di cercare una soluzione&#8221;.<br />
Lo afferma Antonio Boccuzzi, deputato del Pd che sta conducendo insieme ad oltre 120 parlamentari Democratici uno sciopero della fame a staffetta a sostegno della lotta dei lavoratori di Eutelia.</p>
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		<title>PER LA LEGA NON ESISTE  COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 16:40:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[eutelia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;oggi, in occasione della manifestazione dei lavoratori dell&#8217;Agile-Eutelia davanti al Palazzo della Regione Piemonte, ai Parlamentari del PD On. Antonio BOCCUZZI e On. Stefano ESPOSITO è stato impedito di partecipare all&#8217;incontro tra i vertici dell&#8217;amministrazione regionale e una delegazione dei lavoratori.
&#8220;Due settimane fa il Vice Presidente Roberto Rosso aveva garantito che la Regione si sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;oggi, in occasione della manifestazione dei lavoratori dell&#8217;Agile-Eutelia davanti al Palazzo della Regione Piemonte, ai Parlamentari del PD On. Antonio BOCCUZZI e On. Stefano ESPOSITO è stato impedito di partecipare all&#8217;incontro tra i vertici dell&#8217;amministrazione regionale e una delegazione dei lavoratori.<br />
&#8220;Due settimane fa il Vice Presidente Roberto Rosso aveva garantito che la Regione si sarebbe fatta carico del pagamento della cassa integrazione dopo il commissariamento. I lavoratori dell&#8217;Eutelia oggi hanno manifestato per chiedere conto di quella promessa. Ad accoglierli non c&#8217;era il Vice Presidente Rosso, ma l&#8217;Assessore Giordano, che ha ricevuto una delegazione, escludendo i parlamentari presenti. Un fatto grave che conferma la vera anima della Lega, che alla Camera e al Senato ha bocciato tutti gli emendamenti proposti dal PD per risolvere la vicenda dell&#8217;Eutelia e che ora esclude i parlamentari dagli incontri con i lavoratori delle aziende in difficoltà. Un&#8217;ulteriore beffa per i lavoratori dell&#8217;Eutelia, già clamorosamente denunciati e multati dopo le proteste di marzo a Roma. Ma, soprattutto, un profondo cambiamento di stile rispetto alla precedente Giunta di centrosinistra che segna la fine di ogni possibile collaborazione istituzionale&#8221;.</p>
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		<title>lettera a Stefano Esposito</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 09:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[PD]]></category>

		<category><![CDATA[boccuzzi]]></category>

		<category><![CDATA[stefano esposito]]></category>

		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Stefano
ho letto con attenzione le riflessioni che hai voluto condividere con noi, ovviamente approvo in toto le tue considerazioni partendo dalla tua analisi dai grandi cambiamenti che FIAT sta vivendo poi, credo che questa opportunità di dibattito debba sollecitare tutti noi ad un&#8217;attenzione maggiore proprio ai temi del lavoro, ma non solo.
Dopo quanto accaduto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Stefano<br />
ho letto con attenzione<a href="http://www.stefanoesposito.net/?p=954" target="_blank"> le riflessioni</a> che hai voluto condividere con noi, ovviamente approvo in toto le tue considerazioni partendo dalla tua analisi dai grandi cambiamenti che FIAT sta vivendo poi, credo che questa opportunità di dibattito debba sollecitare tutti noi ad un&#8217;attenzione maggiore proprio ai temi del lavoro, ma non solo.<br />
Dopo quanto accaduto ieri durante la direzione del PdL, sono convinto che all&#8217;interno del nostro partito, sia indispensabile al più presto una profonda disamina degli eventi e la ricerca condivisa che possa portare alla soluzione di attriti e incomprensioni che lasciano trasparire all&#8217;esterno anche il nostro, come un partito litigioso,su cui difficilmente si può puntare per un rilancio del Paese.<br />
Fatto questo e trovata una linea politica vera, condivisa e percorribile, credo che potremmo davvero iniziare il cammino che ci porti ad essere il partito leader di una alternativa seria, il motore trainante di una coalizione che seppur eterogenea, sia unita e che porti avanti una proposta univoca.<br />
Non ho mai creduto nella politica urlata, quindi a mio avviso è indispensabile chiarire al sig. Di Pietro a quale progetto sta aderendo e se voglia davvero &#8220;uniformarsi&#8221; allo stesso o continuare a gareggiare con i grillini, su chi rappresenta le istanze del popolo di sinistra o meglio ancora dei lavoratori.<br />
Caro Stefano<br />
io e te abbiamo vissuto in prima persona la demagogia di don Tonino, la strumentalità nell&#8217;utilizzare i lavoratori di Eutelia, lo sprolocquio all&#8217;insegna dello spot, insomma anche in questo caso io vedo un cantiere elettorale aperto 12 mesi l&#8217;anno, stile &#8220;cavaliere&#8221;, certo che avremo insieme a tutti coloro che stanno condividendo questa email, l&#8217;opportunità di confrontarci su molti dei temi da te proposti, ma permettimi di chiudere con un breve cenno sull&#8217;esigenza e sul dovere che ha il PD di essere il partito del lavoro e soprattutto il partito dei lavoratori.<br />
Ho apprezzato e condiviso l&#8217;idea del nostro segretario nazionale, protagonista di una mattina davanti ai cancelli della Fiat.<br />
Ricordiamoci però che quei cancelli salvo i periodi di cassa integrazione, sono aperti tutto l&#8217;anno, e che sarà opportuno tornarci più spesso, con le proposte del nostro partito, così come è indispensabile tornare nei mercati, insomma tra la gente, farlo fin da subito e farlo spesso, non più come ahimè spesso accade in prossimità di un appuntamento elettorale.<br />
Grazie ancora di questo spazio; voglio dare il mio contributo e lo voglio fare in maniera convinta, perchè come cantava Gaber: la libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è PARTECIPAZIONE.</p>
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		<item>
		<title>LE AZIENDE SERIE  SI FACCIANO AVANTI. POSSIBILE UN ACCORDO SINDACALE QUADRO PER TRASFORMARE  LA CASSA IN DEROGA IN MOBILITA</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 18:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[Phonemedia]]></category>

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		<description><![CDATA[I deputati del PD On. Stefano ESPOSITO ed On. Antonio BOCCUZZI hanno incontrato questo pomeriggio i 18 lavoratori della Phonemedia che gestivano, in subappalto per conto di Telecom Italia, l&#8217;help desk della direzione servizi operativi di Intesa Sanpaolo, al centro contabile di Moncalieri, che non lavorano più dal 1 febbraio e che domani protesteranno nuovamente chiedendo a Intesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I deputati del PD On. <strong>Stefano ESPOSITO</strong> ed On. <strong>Antonio BOCCUZZI</strong> hanno incontrato questo pomeriggio i <strong>18 lavoratori della Phonemedia </strong>che gestivano, in subappalto per conto di Telecom Italia, l&#8217;help desk della direzione servizi operativi di Intesa Sanpaolo, al centro contabile di Moncalieri, che non lavorano più dal 1 febbraio e che domani protesteranno nuovamente chiedendo a Intesa Sanpaolo di assumerli. &#8220;I 18 lavoratori - spiega l&#8217;On. <strong>Stefano ESPOSITO</strong> - sono in cassa integrazione in deroga, come altri 1.400 dipendenti piemontesi della Phonemedia. La legittima richiesta a Intesa Sanpaolo di essere assunti attraverso il bando per l&#8217;occupazione, dopo mesi di attesa, merita una risposta da parte dei vertici&#8221;.<br />
Aggiunge l&#8217;On. <strong>Stefano ESPOSITO</strong>: &#8220;I nostri 18 ragazzi si trovano in una sorta di &#8216;prigione&#8217;, infatti, essendo stata avviata la procedura di amministrazione controllata, non hanno un vero e proprio datore di lavoro, ma un custode cautelare che si occupa esclusivamente della gestione patrimoniale. Questo significa che non possono licenziarsi per giusta causa (visto che da mesi non percepiscono stipendio) ed essere messi in mobilità dalla Provincia, come avvenuto in altre situazioni: quindi, l&#8217;azienda che li dovesse assumere non avrebbe nessun vantaggio di tipo fiscale (lo sgravio di circa il 50% sui contributi previdenziali)&#8221;. Per queste ragioni l&#8217;On. <strong>Stefano ESPOSITO</strong> e l&#8217;On. <strong>Antonio BOCCUZZI</strong> hanno avanzato una proposta: &#8220;In attesa di capire le decisioni di Intesa Sanpaolo, bisogna verificare se sia possibile una ricollocazione di questi 18 lavoratori e di altri che si trovano nella stessa situazione. Il problema è come trasformare la cassa in deroga in mobilità. Lanciomo un appello alle aziende sane del nostro territorio, quelle che offrono lavoro serio e non contratti a progetto, affinché si facciano avanti se interessate a queste professionalità. Crediamo che attraverso un &#8216;accordo sindacale quadro&#8217; si potrà  mettere il custode cautelare nella condizione di occuparsi anche del personale, consentendo così a questi lavoratori, oggi in cassa, di accedere alla mobilità e quindi di venire ricollocati. Se aziende serie, sindacati e Provincia si mettono intorno a un tavolo la soluzione la si può trovare. I Parlamentari piemontesi del PD si impegneranno in questa direzione&#8221;.</p>
<p><strong>On. Stefano ESPOSITO</strong><br />
<strong>On. Antonio BOCCUZZI </strong><br />
Deputati PD Piemonte</p>
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		<item>
		<title>A Corato gli on. Antonio Boccuzzi e Giovanna Melandri</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 12:57:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[corato]]></category>

		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuseppe Di Bisceglie - www.coratolive.it
Due giorni fitti di incontri elettorali, quelli che ci siamo lasciati alle spalle, che hanno visto la presenza di importanti esponenti politici nella città di Corato.
Ospiti del Partito Democratico, introdotti da Riccardo Mazzilli, sono stati, nelle serate di venerdì e sabato, Antonio Boccuzzi, ex operaio di origini coratine sopravvissuto alla tragedia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giuseppe Di Bisceglie - www.coratolive.it</p>
<p style="text-align: justify;">Due giorni fitti di incontri elettorali, quelli che ci siamo lasciati alle spalle, che hanno visto la presenza di importanti esponenti politici nella città di Corato.<br />
Ospiti del Partito Democratico, introdotti da Riccardo Mazzilli, sono stati, nelle serate di venerdì e sabato, Antonio Boccuzzi, ex operaio di origini coratine sopravvissuto alla tragedia della ThyssenKrupp di Torino ed ora parlamentare in quota Pd e Giovanna Melandri, veterana del centrosinistra italiano, già ministro delle politiche giovanili e dei beni e delle attività culturali.<br />
Introdotto da Pierpaolo Treglia, segretario provinciale dei Giovani Democratici, Boccuzzi ha dato vita non ad un incontro propriamente elettorale, bensì ad un momento di riflessione politica sul tema della sicurezza nei posti di lavoro.<br />
«Colpisce il fatto che ci debbano essere avvenimenti tragici per portare all&#8217;attenzione il tema della sicurezza sul lavoro. A Molfetta abbiamo vissuto l&#8217;esperienza della Truck Center, ma ogni giorno si perde la vita sui posti di lavoro a causa della mancanza di sicurezza» ha spiegato Treglia nel suo discorso introduttivo.<br />
«Ogni anno, nel nostro grande Paese, scompare un piccolo paese per morti sul lavoro. I miei colleghi avevano solo il desiderio di migliorare la loro vita, pensavano al loro futuro, ma il sogno di vivere il loro futuro è stato infranto» è la riflessione di Antonio Boccuzzi, superstite della tragedia ThyssenKrupp, che ha ricordato i suoi momenti vissuti nella fabbrica, in quella azienda nella quale «non c&#8217;erano solo macchine, ma persone che la stessa Thyssen aveva abbandonato».<br />
L&#8217;operaio - uomo al centro del discorso di Boccuzzi, che ha richiamato alla mente il fatto che «Se gli uomini non si fossero interessati a salvare i loro colleghi ora sarebbero vivi e magari in cerca di un nuovo lavoro. Perchè è meglio essere in cerca di lavoro piuttosto che essere morti».<br />
Boccuzzi ha ribadito che al centro dell&#8217;impegno nella commissione lavoro della Camera vi è anche l&#8217;attenzione nei confronti dei mutilati ed invalidi del lavoro oltre che l&#8217;intensificazione dei controlli nelle aziende. Stando a statistiche, faceva notare il parlamentare, per mancanza di controllori ogni azienda rischia di essere controllata una volta ogni 33 anni.<br />
Un breve cenno anche al quadro politico italiano: «Nel Parlamento non si parla di lavoro, si parla di altro (con un riferimento implicito al braccio di ferro che vede protagonisti il presidente del Consiglio e la Magistratura, ndr). I dati sono raccapriccianti a maggior ragione se si pensa che dietro ogni numero c&#8217;è una famiglia che soffre. Ho chiesto che il documentario sulla Thyssen venga visionato nelle aule del Parlamento a beneficio di quei parlamentari che non hanno mai lavorato in una fabbrica».<br />
L&#8217;intervento di Giovanna Melandri, invece, si è svolto in contemporanea con la manifestazione del Pdl a Roma. La riflessione si è, pertanto spostata su temi nazionali senza perdere di vista l&#8217;appuntamento elettorale dei prossimi 28 e 29 marzo.<br />
L&#8217;apertura dell&#8217;incontro è stata affidata alla prof. Chiara Capozza, già presidente dell&#8217;archeoclub coratino.<br />
«Corato, fino a 15 anni fa, era stata gestita da geometri e piccoli costruttori che l&#8217;avevano cementificata. All&#8217;indomani dell&#8217;abbattimento del Kursaal ci ritrovammo a vivere l&#8217;esigenza di tessere una trama di rivalutazione della città. Per tutelare la nostra città occorre rispondere a 3 imperativi: conoscere, custodire e gestire. La conoscenza c&#8217;è, il problema è la gestione e la custodia. Le azioni fin ora intraprese sono solo episodiche» ha detto la prof. Capozza, facendo riferimenti espliciti al Dolmen e al Museo del Territorio intorno ai quali «si è creata molta enfasi, ma senza una politica della gestione. È sempre tutto sospeso».</p>
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		<item>
		<title>Crisi: addetti Agile a presidio Camera, “politici fuori”</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 17:25:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre la Camera sta discutendo le mozioni di maggioranza e opposizione sulla crisi economica, fuori da Montecitorio è in corso il presidio organizzato dalla Cgil. E’ quanto si apprende da fonti di agenzia. Qui i lavoratori di Agile (ex Eutelia) hanno approntato una sorta di “emiciclo parallelo”, al quale invitano i politici.
“Il lavoro e lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mentre la Camera sta discutendo le mozioni di maggioranza e opposizione sulla crisi economica, fuori da Montecitorio è in corso il presidio organizzato dalla Cgil. E’ quanto si apprende da fonti di agenzia. Qui i lavoratori di Agile (ex Eutelia) hanno approntato una sorta di “emiciclo parallelo”, al quale invitano i politici.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il lavoro e lo sviluppo non interessano questo Parlamento, parliamone fuori”, recita il loro striscione. Sono presenti anche alcuni politici: l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, i deputati Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi, Marianna Madia, l’ex segretario di Rifondazione, Franco Giordano.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipa anche il leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. “Senza lavoro non c’è Italia - dichiara il segretario -. Il governo ha l’orecchio su quelli che ce la fanno, noi vogliamo avere l’orecchio su chi non ce la fa o rischia di non farcela: lavoro, imprese e redditi delle famiglie”.</p>
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		<title>PRESIDIO LAVORATORI THYSSENKRUPP</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 07:22:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siamo giunti al quarto giorno di presidio sotto al palazzo della Regione Piemonte. I lavoratori protestano a oltranza da lunedì, contro l&#8217;arrogante richiesta da parte della ThyssenKrupp di concedere la cassa integrazione in deroga in cambio della firma di un verbale di conciliazione che comporta una vera e propria rinuncia a partecipare al processo.
Respingiamo con forza questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo giunti al <strong>quarto giorno di presidio sotto al palazzo della Regione Piemonte. </strong>I lavoratori protestano a oltranza da lunedì, <strong>contro l&#8217;arrogante richiesta da parte della ThyssenKrupp di concedere la cassa integrazione in deroga in cambio della firma di un verbale di conciliazione che comporta una vera e propria rinuncia a partecipare al processo.</strong><br />
<strong>Respingiamo con forza questa ulteriore intimidazione,</strong> e allo stesso tempo il tentativo di umiliare chi in questo momento non solo soffre per i postumi di quanto accaduto nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, ma paga anche il prezzo di un&#8217;enorme difficoltà nel trovare una nuova occupazione.<br />
In un periodo di crisi come quello attuale, che attanaglia il Paese e la nostra Regione in particolare, occorrono una forte reazione e una decisa presa di posizione da parte di tutte le Istituzioni, locali e nazionali. E&#8217; inaccettabile una richiesta tanto aberrante, che vuol far passare un unico messaggio: ai potenti tutto è concesso ai danni dei più deboli.<br />
E&#8217; singolare che la stessa azienda, che ha cercato immediatamente dopo la tragedia di scaricare le colpe sui lavoratori deceduti e nel corso del processo si è distinta per aver cercato di indurre alcuni dipendenti a fornire false testimonianze, continui a ricattare chi è rimasto senza un lavoro e lotta per riaverlo.<br />
<strong>Invitiamo i cittadini e tutti i parlamentari e i politici piemontesi, di ogni schieramento, a partecipare al presidio in piazza Castello, domani venerdì 26 febbraio, alle ore 17.00, orario previsto per l&#8217;ultimo incontro tra i vertici della ThyssenKrupp, gli esponenti della Regione Piemonte, le organizzazioni sindacali e i lavoratori, prima della scadenza della cassa integrazione straordinaria.</strong></p>
<p><strong>On. Antonio BOCCUZZI</strong><br />
Deputato PD Piemonte</p>
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		<title>THYSSENKRUPP: NIENTE CIG PER LAVORATORI PARTI CIVILI. BOCCUZZI, RICATTO</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 11:43:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(ASCA) - Torino, 22 feb - Si e&#8217; concluso con un nulla di fatto l&#8217;incontro di oggi, tra sindacati azienda e Regione Piemonte, per la ventina di dipendenti dello stabilimento torinese della Thyssenkrupp per pochi giorni ancora in cassa integrazione straordinaria. Lo riferisce il parlamentare del Pd Antonio Boccuzzi che sottolinea: &#8216;L&#8217;incontro era finalizzato alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ASCA) - Torino, 22 feb - Si e&#8217; concluso con un nulla di fatto l&#8217;incontro di oggi, tra sindacati azienda e Regione Piemonte, per la ventina di dipendenti dello stabilimento torinese della Thyssenkrupp per pochi giorni ancora in cassa integrazione straordinaria. Lo riferisce il parlamentare del Pd Antonio Boccuzzi che sottolinea: &#8216;L&#8217;incontro era finalizzato alla richiesta della cassa integrazione in deroga, ma l&#8217;azienda ha condizionato l&#8217;avvio della pocedura, cosi&#8217; come un eventuale incentivo allesodo, alla rinuncia da parte dei lavoratori alla costituzione di parte civile nel processo per i sette morti del 2007&#8242;.</p>
<p>&#8216;Si tratta di un ricatto - prosegue Boccuzzi -, anzi di un&#8217;estorsione nei confronti di lavoratori che per avere un diritto devono sacrficarne un altro. E questo avviene in un momento di crisi profonda per l&#8217;occupazione. Non offrire a questi dipendenti l&#8217;opportunita&#8217; della Cig in deroga vuol dire metterli su una strada&#8217;. Gia&#8217; nel 2008 la Thyssenkrupp aveva richiesto a Torino, in cambio dell&#8217;incentivo all&#8217;esodo, un &#8216;accordo tombale&#8217;, che escludeva per il futuro qualsiasi contenzioso con i dipendenti che lasciavano l&#8217;azienda.</p>
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