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Archive for the ‘lavoro’ Category

ILTE MONCALIERI. ESPOSITO E BOCCUZZI (PD) AL PRESIDIO DEI LAVORATORI.

marzo 19th, 2011

“Siamo molto preoccupati per questa ennesima realtà industriale del torinese che rischia di scomparire. Per questo abbiamo voluto portare la nostra solidarietà ai lavoratori della Ilte”: così dichiarano i Parlamentari del PD On. Stefano ESPOSITO ed On. Antonio BOCCUZZI che questa mattina hanno incontrato i lavoratori dell’ILTE di Moncalieri in presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento.

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Esposito e Boccuzzi al sit-in per i cassintegrati Engineering

novembre 12th, 2010

Luigi Nervo - Nuova Società

Sit-in di protesta domani 12 novembre davanti alla sede torinese dell’azienda informatica Engineering, in via Orvieto 19, che a inizio mese aveva annunciato il licenziamento di 112 dipendenti, quasi il doppio degli operai già in cassa integrazione. I lavoratori hanno organizzato questa giornata nazionale di digiuno dei cassaintegrati della Engineering in concomitanza con l’incontro azienda-sindacati all’Unione industriale di Roma per protestare contro la decisione aziendale di procedere ai licenziamenti collettivi.

Parteciperanno alla protesta anche i rappresentanti del Pd Antonio Boccuzzi e Stefano Esposito che hanno presentato un’istanza in parlamento per discutere sulla questione. «Sono alcune settimane che seguiamo la vicenda dei cassintegrati, stiamo lavorando con loro e abbiamo deciso di aderire alla giornata di digiuno nazionale su questa vicenda - ha dichiarato l’onorevole Esposito - La decisione dell’azienda di licenziare 120 cassintegrati è inconcepibile e inaccettabile, a maggior ragione per questa azienda che produce e macina utili. Se cominciano a lasciare a casa persone con alta specializzazione e professionalità anche riguarda aziende che fanno molti utili e prendono molte commesse pubbliche, siamo pronti a una battaglia estrema». E sulle loro iniziative ha aggiunto: «Abbiamo presentato un’istanza in parlamento, ma il Governo ci ha fatto sapere che non aveva sottosegretari disponibili e quindi è stata spostata alla prossima settimana. Non mi aspetto molto da questo Governo onestamente». E se il muro del Governo dovesse aumentare? «Valuteremo insieme ai lavoratori se aumentare i toni della protesta, sceglieremo le forme con loro».

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La sicurezza sul lavoro è uno spot «vergogna»

ottobre 12th, 2010

Federica Fantozzi - L’Unità
«Quella notte c’erano ragazzi con davanti molti anni di vita e con l’unico peccato di dover lavorare per vivere. E si volevano bene. A se stessi e ai loro familiari. C’era Antonio (Schiavone, ndr) di 35 anni con un figlio di 2 mesi, a cui voleva così bene da voler solo tornare a casa per prenderlo in braccio». Antonio Boccuzzi, operaio sopravvissuto al rogo dell’acciaieria torinese Thyssenkrupp in cui morirono 7 colleghi, che Veltroni ha voluto in Parlamento con il Pd, è tra i firmatari dell’appello contro lo spot governativo anti-incidenti sul lavoro: «È vergognoso. Una sconfitta per il lavoratore, offensivo per i familiari, una presa in giro per precari e manovali in nero». Nel video, pochi frame. Scritta iniziale: «Quando lavori pensa a chi ti ama e attende il tuo ritorno». Immagini: un agricoltore extracomunitario solleva il figlio, un capo cantiere torna a casa dalla famiglia, una giovane operaia abbraccia il fidanzato. Scritta finale: «Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene». Appello «ipocrita», lo boccia Carlo Lucarelli, che alle morti bianche ha dedicato una puntata della prossima serie di Blu Notte, «il governo da un lato non mette il lavoratore in grado di pretendere nulla e dall’altro lo colpevolizza». Messaggio «ambiguo» anche per Mimmo Calopresti, che alla tragedia Thyssen ha dedicato il docufilm La fabbrica dei tedeschi : «È un problema complesso e vasto, di democrazia. Dipende da quanto potere ha un operaio sul lavoro, quanto può organizzarsi sindacalmente, essere protagonista. Sembra che sia sempre colpa del lavoratore. alla Thyssen non è stato così. La responsabilità principale è di chi ti mette in certe condizioni». Partita ad agosto (e prevista fino a maggio 2011) la pubblicità progresso radiotelevisiva del ministero del Lavoro e Politiche Sociali è già molto contestata. Ha raccolto circa 400 firme un appello al ministro Sacconi per il ritiro dello spot. Medici del lavoro, operai, sindacalisti, impiegati, studenti, ricercatori, precari, pensionati, volontari civili. Tra i nomi Corrado Guzzanti, Nicola Tranfaglia, il giornalista del Tg3 Santo Della Volpe, il ferroviere Dante De Angelis, Federico Orlando, Beppe Giulietti. Una campagna «vergognosa», si legge nel testo promosso dagli operatori del settore Andrea Bagaglio, Leopoldo Pileggi, Marco Bazzoni e Daniela Cortese. Slogan «inutili, costati 9 milioni e dannosi per l’immagine di chi rischia la vita ogni giorno, non perché ami gli sport estremi. Spot che colpevolizzano sottilmente il lavoratore nascondendo che… ha poche possibilità di ribellarsi a condizioni sempre più precarie» e che «sottovalutano i rapporti di forza e non dicono nulla su chi deve garantire la sicurezza, ovvero il datore di lavoro». E la nota ministeriale esplicativa della campagna chiarisce che «dalle statistiche emerge che la maggior parte degli incidenti sul lavoro possono definirsi di natura “comportamentale”» il che però non porta «certo a imputare la responsabilità del fenomeno al lavoratore». Freddina anche la formulazione del traguardo: ridurre gli infortuni del 25% «non solo in relazione ai costi che il fenomeno produce… ma principalmente per l’attenzione dedicata alla dimensione sociale e umana del problema». Boccuzzi è preoccupato: «È molto pericoloso che si stia mettendo al centro il lavoro e non il lavoratore. Questo spot non sottintende: dice che ci si infortuna perché non ci si attrezza, non si mette al centro della missione lavoro la propria incolumità. Un precario ha una bomba a orologeria in tasca, non può pretendere alcunché da un datore di lavoro non virtuoso». Altrettanto grave è «la frantumazione del sistema di norme voluto dal governo Prodi, con la riduzione drastica delle sanzioni per i datori di lavoro e l’aumento di quelle a carico dei lavoratori». Invece: «Servono controlli che facciano rispettare le norme. Alla Thyssen gli operai hanno fatto attenzione: è dimostrato che le colpe sono altre». D’accordo lo scrittore Lucarelli: «Per pretendere sicurezza devi essere in grado di farlo: se hai bisogno di lavorare un sacco per arrivare a fine mese… ». Poi: «Una cosa è l’italiano, magari specializzato, altra il marocchino magari clandestino. Che fa, si mette a chiedere il casco? E chi controlla?». Lapidario Beppe Giulietti, firmatario con Articolo 21, che ricorda come molte misure degli ex ministri Turco e Damiano siano state congelate dall’esecutivo in carica: «Spot melenso fatto per salvarsi l’anima mentre bisogna fare leggi per salvare vite».

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Immorale usare i controlli come merce di scambio

settembre 21st, 2010

Sui diritti degli operai, non si agisce alla Brunetta

giugno 25th, 2010

Inaccettabile chiusura di Palazzo Chigi

giugno 23rd, 2010

“Il Pd sostiene l’obiettivo dei lavoratori Eutelia di riaprire il confronto con la presidenza del Consiglio, senza attendere i tempi della magistratura. E’ inaccettabile la posizione di chiusura espressa dalla nota di Palazzo Chigi: centinaia di persone attendono insieme alle loro famiglie di sapere come potrà essere il loro futuro. La vertenza giudiziaria farà il suo corso, intanto il governo torni a sedersi al tavolo delle trattative insieme a lavoratori e sindacati si assuma la responsabilità di cercare una soluzione”.
Lo afferma Antonio Boccuzzi, deputato del Pd che sta conducendo insieme ad oltre 120 parlamentari Democratici uno sciopero della fame a staffetta a sostegno della lotta dei lavoratori di Eutelia.

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PER LA LEGA NON ESISTE COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE

maggio 17th, 2010

Quest’oggi, in occasione della manifestazione dei lavoratori dell’Agile-Eutelia davanti al Palazzo della Regione Piemonte, ai Parlamentari del PD On. Antonio BOCCUZZI e On. Stefano ESPOSITO è stato impedito di partecipare all’incontro tra i vertici dell’amministrazione regionale e una delegazione dei lavoratori.
“Due settimane fa il Vice Presidente Roberto Rosso aveva garantito che la Regione si sarebbe fatta carico del pagamento della cassa integrazione dopo il commissariamento. I lavoratori dell’Eutelia oggi hanno manifestato per chiedere conto di quella promessa. Ad accoglierli non c’era il Vice Presidente Rosso, ma l’Assessore Giordano, che ha ricevuto una delegazione, escludendo i parlamentari presenti. Un fatto grave che conferma la vera anima della Lega, che alla Camera e al Senato ha bocciato tutti gli emendamenti proposti dal PD per risolvere la vicenda dell’Eutelia e che ora esclude i parlamentari dagli incontri con i lavoratori delle aziende in difficoltà. Un’ulteriore beffa per i lavoratori dell’Eutelia, già clamorosamente denunciati e multati dopo le proteste di marzo a Roma. Ma, soprattutto, un profondo cambiamento di stile rispetto alla precedente Giunta di centrosinistra che segna la fine di ogni possibile collaborazione istituzionale”.

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LE AZIENDE SERIE SI FACCIANO AVANTI. POSSIBILE UN ACCORDO SINDACALE QUADRO PER TRASFORMARE LA CASSA IN DEROGA IN MOBILITA

marzo 23rd, 2010

I deputati del PD On. Stefano ESPOSITO ed On. Antonio BOCCUZZI hanno incontrato questo pomeriggio i 18 lavoratori della Phonemedia che gestivano, in subappalto per conto di Telecom Italia, l’help desk della direzione servizi operativi di Intesa Sanpaolo, al centro contabile di Moncalieri, che non lavorano più dal 1 febbraio e che domani protesteranno nuovamente chiedendo a Intesa Sanpaolo di assumerli. “I 18 lavoratori - spiega l’On. Stefano ESPOSITO - sono in cassa integrazione in deroga, come altri 1.400 dipendenti piemontesi della Phonemedia. La legittima richiesta a Intesa Sanpaolo di essere assunti attraverso il bando per l’occupazione, dopo mesi di attesa, merita una risposta da parte dei vertici”.
Aggiunge l’On. Stefano ESPOSITO: “I nostri 18 ragazzi si trovano in una sorta di ‘prigione’, infatti, essendo stata avviata la procedura di amministrazione controllata, non hanno un vero e proprio datore di lavoro, ma un custode cautelare che si occupa esclusivamente della gestione patrimoniale. Questo significa che non possono licenziarsi per giusta causa (visto che da mesi non percepiscono stipendio) ed essere messi in mobilità dalla Provincia, come avvenuto in altre situazioni: quindi, l’azienda che li dovesse assumere non avrebbe nessun vantaggio di tipo fiscale (lo sgravio di circa il 50% sui contributi previdenziali)”. Per queste ragioni l’On. Stefano ESPOSITO e l’On. Antonio BOCCUZZI hanno avanzato una proposta: “In attesa di capire le decisioni di Intesa Sanpaolo, bisogna verificare se sia possibile una ricollocazione di questi 18 lavoratori e di altri che si trovano nella stessa situazione. Il problema è come trasformare la cassa in deroga in mobilità. Lanciomo un appello alle aziende sane del nostro territorio, quelle che offrono lavoro serio e non contratti a progetto, affinché si facciano avanti se interessate a queste professionalità. Crediamo che attraverso un ‘accordo sindacale quadro’ si potrà  mettere il custode cautelare nella condizione di occuparsi anche del personale, consentendo così a questi lavoratori, oggi in cassa, di accedere alla mobilità e quindi di venire ricollocati. Se aziende serie, sindacati e Provincia si mettono intorno a un tavolo la soluzione la si può trovare. I Parlamentari piemontesi del PD si impegneranno in questa direzione”.

On. Stefano ESPOSITO
On. Antonio BOCCUZZI
Deputati PD Piemonte

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A Corato gli on. Antonio Boccuzzi e Giovanna Melandri

marzo 22nd, 2010

Giuseppe Di Bisceglie - www.coratolive.it

Due giorni fitti di incontri elettorali, quelli che ci siamo lasciati alle spalle, che hanno visto la presenza di importanti esponenti politici nella città di Corato.
Ospiti del Partito Democratico, introdotti da Riccardo Mazzilli, sono stati, nelle serate di venerdì e sabato, Antonio Boccuzzi, ex operaio di origini coratine sopravvissuto alla tragedia della ThyssenKrupp di Torino ed ora parlamentare in quota Pd e Giovanna Melandri, veterana del centrosinistra italiano, già ministro delle politiche giovanili e dei beni e delle attività culturali.
Introdotto da Pierpaolo Treglia, segretario provinciale dei Giovani Democratici, Boccuzzi ha dato vita non ad un incontro propriamente elettorale, bensì ad un momento di riflessione politica sul tema della sicurezza nei posti di lavoro.
«Colpisce il fatto che ci debbano essere avvenimenti tragici per portare all’attenzione il tema della sicurezza sul lavoro. A Molfetta abbiamo vissuto l’esperienza della Truck Center, ma ogni giorno si perde la vita sui posti di lavoro a causa della mancanza di sicurezza» ha spiegato Treglia nel suo discorso introduttivo.
«Ogni anno, nel nostro grande Paese, scompare un piccolo paese per morti sul lavoro. I miei colleghi avevano solo il desiderio di migliorare la loro vita, pensavano al loro futuro, ma il sogno di vivere il loro futuro è stato infranto» è la riflessione di Antonio Boccuzzi, superstite della tragedia ThyssenKrupp, che ha ricordato i suoi momenti vissuti nella fabbrica, in quella azienda nella quale «non c’erano solo macchine, ma persone che la stessa Thyssen aveva abbandonato».
L’operaio - uomo al centro del discorso di Boccuzzi, che ha richiamato alla mente il fatto che «Se gli uomini non si fossero interessati a salvare i loro colleghi ora sarebbero vivi e magari in cerca di un nuovo lavoro. Perchè è meglio essere in cerca di lavoro piuttosto che essere morti».
Boccuzzi ha ribadito che al centro dell’impegno nella commissione lavoro della Camera vi è anche l’attenzione nei confronti dei mutilati ed invalidi del lavoro oltre che l’intensificazione dei controlli nelle aziende. Stando a statistiche, faceva notare il parlamentare, per mancanza di controllori ogni azienda rischia di essere controllata una volta ogni 33 anni.
Un breve cenno anche al quadro politico italiano: «Nel Parlamento non si parla di lavoro, si parla di altro (con un riferimento implicito al braccio di ferro che vede protagonisti il presidente del Consiglio e la Magistratura, ndr). I dati sono raccapriccianti a maggior ragione se si pensa che dietro ogni numero c’è una famiglia che soffre. Ho chiesto che il documentario sulla Thyssen venga visionato nelle aule del Parlamento a beneficio di quei parlamentari che non hanno mai lavorato in una fabbrica».
L’intervento di Giovanna Melandri, invece, si è svolto in contemporanea con la manifestazione del Pdl a Roma. La riflessione si è, pertanto spostata su temi nazionali senza perdere di vista l’appuntamento elettorale dei prossimi 28 e 29 marzo.
L’apertura dell’incontro è stata affidata alla prof. Chiara Capozza, già presidente dell’archeoclub coratino.
«Corato, fino a 15 anni fa, era stata gestita da geometri e piccoli costruttori che l’avevano cementificata. All’indomani dell’abbattimento del Kursaal ci ritrovammo a vivere l’esigenza di tessere una trama di rivalutazione della città. Per tutelare la nostra città occorre rispondere a 3 imperativi: conoscere, custodire e gestire. La conoscenza c’è, il problema è la gestione e la custodia. Le azioni fin ora intraprese sono solo episodiche» ha detto la prof. Capozza, facendo riferimenti espliciti al Dolmen e al Museo del Territorio intorno ai quali «si è creata molta enfasi, ma senza una politica della gestione. È sempre tutto sospeso».

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Crisi: addetti Agile a presidio Camera, “politici fuori”

marzo 17th, 2010

Mentre la Camera sta discutendo le mozioni di maggioranza e opposizione sulla crisi economica, fuori da Montecitorio è in corso il presidio organizzato dalla Cgil. E’ quanto si apprende da fonti di agenzia. Qui i lavoratori di Agile (ex Eutelia) hanno approntato una sorta di “emiciclo parallelo”, al quale invitano i politici.

“Il lavoro e lo sviluppo non interessano questo Parlamento, parliamone fuori”, recita il loro striscione. Sono presenti anche alcuni politici: l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, i deputati Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi, Marianna Madia, l’ex segretario di Rifondazione, Franco Giordano.

Partecipa anche il leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. “Senza lavoro non c’è Italia - dichiara il segretario -. Il governo ha l’orecchio su quelli che ce la fanno, noi vogliamo avere l’orecchio su chi non ce la fa o rischia di non farcela: lavoro, imprese e redditi delle famiglie”.

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